Ci sono città più avvezze all’arte contemporanea, in cui ci si aspetta di trovare realtà dinamiche e fluide (per usare una parola più moderna, cool). È bello però potersi ricredere, rendendoci conto quanto i pregiudizi o i preconcetti siano stupidi e spesso infondati. È per queste ragioni che trovo molto stimolante parlarvi di aA29 Project Room di Caserta (www.aa29.it).

aA29 Project Room

Courtesy of aA29 Project Room

La prima domanda che ho posto a Federica de Stasio, assistente della galleria, riguarda, per curiosità istantanea, il particolare nome dello spazio: «L’origine del nome di aA29 prende spunto dal piccolo asteroide 2002 AA29, che si è formato dallo scontro tra il pianeta Terra e Theia, il pianeta da cui è nata la Luna. Ci è sembrato particolarmente affascinante mettere questo nome grazie al significato che ne implica, in linea sicuramente con la nostra ricerca».

Courtesy of aA29 Project Room - "I viaggiatori indossavano il fuoco della bellezza" Vinci / Galesi

Courtesy of aA29 Project Room – “I viaggiatori indossavano il fuoco della bellezza” Vinci / Galesi

La galleria casertana è in continuo divenire (sia nella struttura che nella ricerca) e proprio come un asteroide si evolve. Infatti al primo spazio se ne è aggiunto un secondo a Milano, nel dicembre del 2016, un terzo si avrà nel 2018 a Praga. È chiaro che questo tipo di operazioni mirano a internazionalizzare il loro lavoro e «a innescare sistemi di relazioni che producano nuovi contenuti attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea», come ci dice la stessa Federica de Stasio. La triangolazione Caserta, Milano e Praga sembra inconciliabile agli occhi dei più, ma se iniziamo a immaginarci come cittadini non di piccole o medie realtà ma dell’intero pianeta, la cosa non sembrerà più così anomala.

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Courtesy of aA29 Project Room, Sasha Vinci “Alter” (Progetto Doren) 2015

Ciò che mi ha colpito, infine, di questa realtà nata un po’ al di fuori dei circuiti ufficiali, è la forza e la determinazione nell’esserci e nel rimarcare la propria presenza in un mondo in cui ci auspichiamo non ci siano più differenze tra centri e periferie (… e non solo).

Immagine di copertina; Kyle Thompson | Untitled / 2015 / Photography fine art print / 61×91 cm / parte della mostra In-Visibile – Diario Di Uno Schizofrenico, fino al 19 Marzo 2017 presso la galleria aA29 Project Room di Caserta. 

Article by Virginia Glorioso