Si è inaugurato il 23 aprile a Palermo Ai Weiwei _ Odyssey, progetto promosso da Amnesty International Italia e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Palermo.

Ai Weiwei - photo by Virginia Glorioso

“Odyssey” Ai Weiwei – work detail photo by Virginia Glorioso

Un’installazione site specific di 1300 mq ha invaso gli spazi Zac – Zisa Arti Contemporanee. Un progetto colossale dedicato ai migranti e ai rifugiati, pensato per Palermo, città che negli ultimi anni ha fatto dell’accoglienza il proprio manifesto.

L’opera dell’artista cinese è un floorpaper in cui si susseguono immagini tratte dal mondo reale e dalla tradizione artistica. Immagini in bianco e nero stilizzate che si susseguono e che ci riconducono alla memoria la pittura vascolare a figure nere di origine greca.

Ai Weiwei - photo by Virginia Glorioso

“Odyssey” Ai Weiwei – work detail photo by Virginia Glorioso

Questa fusione tra tradizione e contemporaneità è ciò che ha permesso ad Ai Weiwei di creare un’opera dal forte impatto emotivo. Un vero e proprio corto circuito che mette a nudo un percorso partito dall’esperienza personale dell’artista e accresciuto negli anni grazie a un profondo studio sui rifugiati e i campi profughi nel mondo. L’impatto visivo è straordinario. Una distesa bicroma che narra una delle questioni umane maggiormente discusse del XXI secolo.

Ai Weiwei - photo by Virginia Glorioso

“Odyssey” Ai Weiwei – work detail photo by Virginia Glorioso

Ai Weiwei _ Odyssey dunque è la narrazione della disperazione, della paura e della sofferenza di chi per il semplice motivo di esser nato in un determinato “lato” del Pianeta è costretto a spostarsi. Ma l’artista ci racconta anche di chi tenta di bloccare con violenza e cieca grettezza questo flusso inarrestabile.

"Odyssey" Ai Weiwei - photo by Virginia Glorioso

“Odyssey” Ai Weiwei – work detail photo by Virginia Glorioso

"Odyssey" Ai Weiwei - photo view by Virginia Glorioso

“Odyssey” Ai Weiwei – photo view by Virginia Glorioso

Quello di ZAC, dunque, è un progetto artistico che obbliga a riflettere, che pone sotto gli occhi di chi lo attraversa la realtà quotidiana obbligandolo a non girarsi dall’altro lato. Un’opera che costringe il visitatore a camminarci sopra per osservarla e comprenderla senza mai poter alzare lo sguardo perché al di sopra non c’è nulla.

Article by Virginia Glorioso