Ci siamo scambiati pochissime parole io e Alessio Moitre, giovane gallerista torinese, ma tra le righe ho avuto il piacere di cogliere una leggera, ironica irriverenza. Nessun discorso ampolloso ma solo quel che c’è da dire. Diretto e senza fronzoli. In genere questo tipo di interviste mi invogliano a lasciare il testo così come si presenta, senza rifinire o cambiare nulla, perché vorrei che anche voi coglieste quello che ho percepito anche io nel leggere le risposte… e così farò.

Galleria Moitre Torino – courtesy of the gallery

Vi premetto solamente che La Galleria di Alessio Moitre si trova a Torino, in una delle città più avvezze all’arte contemporanea in Italia: è per questo che ancor di più mi ha colpito il suo approccio poco formale nella conversazione. Ma ciò che mi ha ancor di più colpito è l’altissima qualità degli artisti della sua galleria. Giovani, non banali e poliedrici. Artisti che raccontano il panorama dell’arte contemporanea in quel modo profondo e logico che spesso non sembra aver la meglio.

Questa premessa spero vi aiuti a capire un po’ di più Alessio Moitre e il suo spazio. Buona lettura!

Quando nasce la tua galleria?

Nel 2011, in ottobre. Pochi mesi prima sembrava che il paese fosse destinato alla bancarotta.

Potresti spiegarmi l’origine del nome del tuo spazio?

Semplice e banale, mi chiamo Alessio Moitre, ho preferito usare il mio cognome, anche se in un mondo di nomi folkloristici, poteva apparire antiquato.

In una città come Torino, ricca di proposte culturali, cosa offre il tuo spazio di differente, alternativo o innovativo? Cosa insomma pensi ti differenzi da altre gallerie del tuo territorio?

Fin dall’inizio abbiamo puntato principalmente su artisti nati dal 1980 in poi. Questa è la nostra cifra stilistica oltre a una ostinata, alle volte vana, volontà di cercare un senso intellettuale a ogni esposizione che nasce.

Che artisti tratti? Cioè, su cosa orienti la tua programmazione?

Non vi è una direzione, lasciamo che l’istinto e la curiosità ci portino dove vogliono. Parliamo con gli artisti e cerchiamo il lato umano nell’arte, affare che spesso si rivela impegnativo.

Hai degli obiettivi precisi in merito alla programmazione, alla crescita del tuo spazio?

Formare artisti di lunga durata e non delle meteore. Inoltre cercare di essere con il proprio pensiero, all’interno del dibattito cittadino e nazionale.

In questo momento hai una mostra? O ne hai in programma a breve? Di che si tratta?

Sino al 20 maggio vi è stata la mostra pittorica Ripasso dell’artista Adi Haxhiaj, poi una due giorni performativa (23 – 24 maggio) con Amalia de Bernardi e Andrea Roccioletti, con il progetto LL. Infine, dal 27 maggio apre la personale di Barbara Fragogna dal titolo Don’t Step On Your Inter Dwarf, che ci farà compagnia fino al 22 luglio.

Galleria Moitre Torino – courtesy of the gallery

C’è qualcosa che non ti ho chiesto e che vorresti dirmi?

Appena passi da Torino ricordati che ti dobbiamo un caffè.

Maggiori informazioni sulla Galleria Moitre e le sue attività su www.galleriamoitre.com 

Article & interview by Virginia Glorioso