Anna Rita Cacciatore è una pittrice d’origine pugliese, che dopo aver conseguito il diploma presso l’Istituto d’arte di Lecce, parte alla volta di Bologna, dove concluderà il suo ciclo di studi laureandosi al DAMS.

Anna Rita Cacciatore

Dopo il conseguimento della sua laurea, dice l’artista, «ho avuto un momento in cui mi sono dedicata ad altro, poi però, ho cominciato ad avvertire l’esigenza di esternare le mie emozioni, e l’unico mezzo che conoscevo e avevo a disposizione era il colore». Infatti, sarà solo nel 2004 che comincerà a esporsi al mondo dell’arte, partecipando al concorso nazionale di pittura Saverio Lillo a Ruffano (Lecce), e proseguirà ininterrottamente esponendo i suoi lavori in mostre collettive e personali.

Nel 2015 espone all’Arte Fiera Contemporanea di Forlì, venendo selezionata dal comitato scientifico, presieduto dal professor Vittorio Sgarbi, per partecipare alla Biennale d’Arte Contemporanea di Palermo.

Questo breve scorcio sulla vita di Anna Rita Cacciatore ci dimostra come il bisogno di «fare arte» non sia nato da una volontà di popolarità o affermazione nel mondo del mercato artistico, ma piuttosto è stato un ritrovamento e un bisogno necessario per esprimere le sue emozioni. Tutto ciò è confluito nell’unione tra anima e colore, quasi fosse un flusso di coscienza pittorico che porta sulla tela la creazione di scenografie emotive. L’osservatore ha la possibilità di percepire lo stato emotivo in cui è stata dipinta l’opera, e può ritrovare e interiorizzare anche la sua emotività.

Ero chiusa in me stessa e non lo sapevo

Ero chiusa in me stessa e non lo sapevo

L’artista tiene a sottolineare che «la realtà non è solo ciò che appare ai nostri occhi»: la sua è una capacità di osservare ogni minimo particolare, ricercandolo in un contesto naturale, da cui lei prenderà continuamente ispirazione, elevandolo a una dimensione onirica e spirituale.

I suoi quadri potrebbero essere definiti astratti, ma a mio avviso sono più dei processi di decostruzione della realtà: rendere visibile ciò che per noi è invisibile, portare sulla tela le emozioni tramite un contenuto visivo d’impatto, utilizzando solo il colore. Infatti, è il colore a svolgere un ruolo fondamentale: sia per la capacità terapeutica, sia per la potenzialità di attrazione dell’osservatore, spiazzandolo tramite l’utilizzo di forti contrasti cromatici su cui l’artista gioca molto, richiamando anche quelli che sono i colori della sua terra natale.

Equilibri naturali

Equilibri naturali

La sua evoluzione artistica è ripercorribile dal 2004 fino a oggi. Sicuramente percepibile il punto d’inizio in cui delinea un paesaggio, per proseguire con gli anni in cui la pittura si carica di un espressivismo figurativo, per concludere con la destrutturazione della natura che esplode nel colore.

Il silenzio diventerà il suo scopo pittorico, dove poter indagare la coscienza, ricreando scenari onirici. Dalle sue opere emerge chiaramente il suo animo sensibile, come in «Fragilità svelate», opera ispirata dal volume «L’uomo di vetro, la forza della fragilità», dello psichiatra Vittorino Andreoli.

Fragilità svelate

Fragilità svelate

«La fragilità di un vetro pregiato di Murano o di un cristallo di Boemia: bello, elegante, ma basta poco perché si frantumi e si trasformi in frammenti inservibili. Conoscendone la natura, si deve stare attenti a come lo si usa, a come lo si conserva: occorre tenerlo lontano da luoghi in cui si compiono azioni d’impeto, perché altrimenti quel vetro pregiato si fa nulla, solo ricordo.

«Fragile» significa anche delicato, gracile. Come un fiore basta un colpo di vento.

Anna Rita Cacciatore

Elevazione

«Mi emozionano moltissimo gli accostamenti cromatici forti e apparentemente discordanti tra loro, che si ritrovano poi in un’armonia compositiva finale, dove la forma sembra generata proprio dal colore. Colore che cattura l’anima traducendo tutto in un’esperienza spirituale estremamente personale. Questa è la mia arte».

Evoluzione

Evoluzione

Article by Loriana Pitarra