“COME IN QUICKLY, OTHERWISE I’M AFRAID OF MY HAPPINESS! XENIA AT THE TIME OF WAR”

Chto Delat and Babi Badalov

Inaugurazione: 18 settembre 2018, h.18.00 19.09.2018 – 23.11.2018

The Gallery Apart, Via Francesco Negri 43, Roma

La legge dell’ospitalità schiude la possibilità di contaminazione in quanto non richiede che un organo di governo come uno stato sovrano o il padrone di una casa stabilisca leggi e autorità su un altro soggetto. Lo stato o il master conserva la capacità di essere rovesciato. Soprattutto, dobbiamo abbracciare l’ospitalità come un’interruzione, un’interruzione del sé. (da: Interruptions: Derrida and Hospitality di Mark W. Westmoreland)

The Gallery Apart è orgogliosa di presentare Come in quickly, otherwise I’m afraid of my happiness! Xenia at the time of war.

A quattro anni dalla loro partecipazione alla mostra Subterfuge, il collettivo pietroburghese Chto Delat (Che fare?), torna ad esporre negli spazi della galleria, questa volta insieme a Babi Badalov, artista nomade attualmente di stanza a Parigi, amico intimo del collettivo che negli anni Novanta ha vissuto a San Pietroburgo condividendo sin da allora importanti ispirazioni artistiche con Chto Delat.

Fondato nel 2003 da un gruppo di artisti, critici, filosofi e scrittori impegnati ad affrontare temi attinenti la politologia, l’arte e l’attivismo, Chto Delat mutua il nome dall’omonimo romanzo di Nikolai Chernyshevsky, titolo successivamente adottato anche da Lenin per il suo celebre testo in cui viene delineata la teoria organizzativa e la strategia del partito rivoluzionario del proletariato.

In quest’ottica, Chto Delat si propone quale cellula artistica votata a diverse tipologie di attività culturali e di produzione di conoscenza. Il collettivo adotta diversi media, dai video alle rappresentazioni teatrali, ai programmi radiofonici, alle pitture murali.

Le loro opere sono caratterizzate dall’uso di effetti spaesanti, da scenari surreali, dall’analisi di casi di studio che coinvolgono concrete battaglie sociali e politiche. Artista visuale e poeta, Babi Badalov si esprime attraverso interventi di poesia visiva, sculture, installazioni e performance. Il suo lavoro è focalizzato sul linguaggio, sui suoi limiti e confini, sulle personali esperienze con lingue straniere scritte e parlate e sulle possibili sovrapposizioni di nessi e significati.

Il linguaggio viene altresì indagato da Badalov come strumento attraverso cui enfatizzare grandi questioni geopolitiche. Come in quickly, otherwise I’m afraid of my happiness! Xenia at the time of war è una riflessione sul concetto di ospitalità, così vicino alla quotidianità di ciascuno e nel contempo ricco di significati profondi e contraddittori con cui arte e filosofia devono confrontarsi, ancor più nell’attuale fase storica di radicalizzazione dell’uso e della stessa definizione di spazio pubblico dovuta alla cosiddetta “crisi dei rifugiati”

Tratta dal romanzo Le leggi dell’ospitalità di Pierre Klossowski, la prima frase del titolo della mostra si accompagna al riferimento a Xenia, l’antico concetto greco di ospitalità intriso di generosità e cortesia. Chto Delat e Babi Badalov si soffermano sui mutamenti di significato che la parola “ospitalità” sta assumendo in ragione dell’affermarsi delle nuove tecnologie e delle strategie con cui oggi si acquisisce potere e si avanza sulla strada del progresso, strategie che abbandonano le precedenti linee guida e la politica della comunanza.

L’unica ospitalità che conosciamo in Occidente è sempre sottoposta a condizioni che fanno riferimento a diritti, doveri, obblighi, ecc. Sorgono continuamente dispute in merito agli aspetti legali e giudiziari e sulle misure militari volte a contenere un fenomeno che i cittadini “comuni”, condizionati dall’isteria collettiva prodotta dai mass media, finiscono per percepire come una minaccia crescente alle loro case, all’ordine pubblico, al rispetto della legge, a ciò che viene chiamato “civiltà”.

E in ciò si annida una parziale verità, perché sappiamo dalla filosofia che anche un protocollo di ospitalità strettamente regolamentato comporta inevitabilmente una minaccia di ospitalità incondizionata (chi ospita si apre a una nuova esperienza e, spazzando via tutte le vecchie leggi, diventa ospitato nella sua stessa casa). Ma, allo stesso tempo, si parla sempre meno dell’utopia dei vecchi militanti europei che immaginavano migranti / alieni / ospiti come una forza rivoluzionaria in grado di spazzare via la legge e stabilire un nuovo mondo comunista insieme all’”ospite / padrone” liberato.

Pochi oggi sono capaci di ispirarsi a tali visioni; oggi si tratta di preservare i resti di un umanesimo basico per fornire assistenza incondizionata a coloro che ne hanno bisogno.

La mostra è un riflesso del momento in cui i resti dell’utopia si mescolano con un amaro senso di perdita.

Ed è una riflessione sull’idea di ospitalità, come metafora dell’apertura al nuovo e inesplorato – un’apertura al “virus” che può condurre sia al pericolo che alla salvezza.

Nella radicalizzazione di questa idea, la componente teologica della fede – la credenza nella possibilità di trasformazione – è importante.

La mostra è costruita attorno a tre film, realizzati da Chto Delat fra il 2011 e il 2016, che riflettono in modo diverso il momento in cui si cerca rifugio, la protezione da una realtà minacciosa. Tutti e tre i film sono tragici a modo loro.

Non danno consigli a chi è in cerca di sicurezza, piuttosto affermano realisticamente che siamo privati di questa condizione di sicurezza e che è necessario aprire ad una nuova situazione. Solo di fronte a un conflitto insolubile, siamo in grado di trovare una possibilità di trasformazione.

Anche Babi Badalov e Nikolai Oleinikov, con le opere grafiche e tessili, riflettono sugli stessi temi creando spazi autonomi dove interpretare il fenomeno dell’ospitalità tra legge e illegalità.

SCHEDA INFORMATIVA MOSTRA: Chto Delat e Babi Badalov – Come in quickly, otherwise I’m afraid of my happiness! Xenia at the time of war

LUOGO: The Gallery Apart – Via Francesco Negri, 43, Roma

INAUGURAZIONE: 18/09/2018

DURATA MOSTRA: 19/09/2018 – 23/11/2018

ORARI MOSTRA: dal martedì al venerdì 15,00 – 19,00 e su appuntamento

INFORMAZIONI: The Gallery Apart – tel/fax 0668809863 – info@thegalleryapart.it – www.thegalleryapart.it