Cinquantatrechilometridifilo
un progetto di Silvia Beccaria con Maura Banfo, Giulia Caira, Jessica Carroll, Miriam Colognesi, Claudio Cravero, Paolo Leonardo, Ornella Rovera, Roberta Toscano
a cura di Olga Gambari

mercoledì 26 giugno 2019 dalle ore 18
l’Associazione Culturale Azimut

presso la Conserveria-Pastis in Piazza Emanuele Filiberto 11, Torino

presenta
Cinquantatrechilometridifilo

un progetto sulla relazione e sull’identità che prende spunto dalla fototessera intesa come oggetto
dove il ritratto è ridotto a forma essenziale, immagine di un volto al fine del riconoscimento e
attestazione di una condizione sociale. Ma dall’oggettivazione, dal generale e indefinito si passa
allo specifico, a persone a cui Silvia Beccaria è legata, e alla loro esistenza che, come la trama che il
filo compone, diventa storia da ascoltare e da vivere. L’unicità di un filo è l’unicità di ognuno che,
nell’intrecciarsi e comporsi con altri fili, forma il tessuto del suo divenire, della sua storia, della
propria identità. La diversità diventa ricchezza, occasione di crescita e incontro, producendo
scambi, relazioni e conoscenze. Il “tessere relazioni” con alcuni colleghi artisti, ha prodotto
un’installazione a più mani, una “fusione” artistica in cui le varie espressioni, dalla fiber art, alla
fotografia, al disegno si integrano tra di loro. Un’idea ambiziosa che ha permesso la libera
espressione nella relazione con l’altro, nella capacità di accogliere il diverso da sé e nel tradurre
l’unicità di ciascuno in un valore per tutti. Trame invisibili e chilometri di filo ininterrotti ci legano
gli uni con gli altri. Il filo unisce sia matericamente che metaforicamente e costruisce dei contenitori
che svelano, raccolgono momenti di vita preziosi, avvolgono, riscaldano, custodiscono legami
intimi e famigliari, identità e individualità diverse. Maura Banfo, Giulia Caira, Jessica Carroll,
Miriam Colognesi, Claudio Cravero, Paolo Leonardo, Ornella Rovera e Roberta Toscano hanno
dato una loro libera interpretazione al progetto, come la paziente tessitura di un unico filo che
ciascuno ha cercato dentro di sé.

Oltre alla serata inaugurale il progetto resterà esposto giovedì 27 giugno dalle 18 alle 24

Maura Banfo (1969) www.maurabanfo.com
Dopo anni d’irrequietezza “vagabonda” ad esplorare il mondo, Maura Banfo trova nella sua città natale il proprio
“nido” dove inizia una ricerca attraverso la fotografia come linguaggio predominante. Il lavoro di Maura Banfo dalla
metà degli anni Novanta a oggi, ha segnato delle tappe importanti nel sistema dell’arte contemporanea italiana, con uno
sguardo e una presenza significativa anche in ambito internazionale. Il percorso di Maura Banfo è caratterizzato da una
coerenza interna che raramente si riscontra nell’opera degli artisti italiani della sua generazione. La forza del suo lavoro
sta nel mantenere ben riconoscibile la propria impronta creativa e la propria poetica, ma in una continua scoperta di
nuove sfaccettature e punti di vista. Lo stesso discorso vale per i media utilizzati: sebbene prevalga una preferenza per
la fotografia, lavora con padronanza anche con il video, il disegno e la scultura.

Silvia Beccaria (1965) www.silviabeccaria.it
vive e lavora a Torino. Dopo una laurea in Filosofia e un Master in Arte Terapia presso l’Università di Torino, ha
iniziato un percorso di studio in Fiber Art sotto la guida dell’artista olandese Martha Nieuwenhuijs. Per alcuni anni ha
curato la progettazione di alcune attività legate all’arte tessile in collaborazione con il Dipartimento Educazione del
Museo di arte contemporanea – Castello di Rivoli.
Silvia Beccaria utilizza la tessitura come medium artistico e la sua ricerca si concentra sul significato simbolico e
metaforico dei diversi materiali, dalla carta, alla gomma, al nylon che sceglie sulla base del concetto che vuole
esprimere. Nelle sue installazioni e sculture l’incanto della natura, il visibile e l’invisibile, le connessioni tra tessitura e
scrittura, diventano trame che si snodano, si annodano e si intrecciano come la vita. Ha esposto in mostre personali e
collettive in Italia e all’estero e alcune sue opere sono presenti in collezioni pubbliche e private.

Giulia Caira https://www.instagram.com/giuliacaira.studio/
A partire dal suo esordio nel ‘94, l’opera fotografica di Giulia Caira si sviluppa attraverso una ricerca sul corpo e
sull’identità, che tiene conto degli effetti della comunicazione derivanti dal contesto contemporaneo, nel tentativo di
focalizzare i punti di convergenza tra realtà e immaginazione. Un linguaggio che si avvale di codici ora ironici, ora
sarcastici, nel quale s’intuiscono distorsioni e tic derivanti dall’esperienza quotidiana. A partire da una prima fase in
cui la casa veniva usata come set e campo di battaglia prediletto per le sue rappresentazioni, la ricerca dell’artista
evolve via via verso una serie di progetti site specific, video e fotografia, che le consentono di attivare un’indagine
riguardante i meccanismi psichici nelle relazioni con se stessi e con gli altri, con uno sguardo privilegiato verso la
condizione femminile, nel tentativo di elaborare una critica verso i modelli imposti dalla cultura patriarcale.

Jessica Carroll (1961) www.jessicacarroll.it
nata a Roma, vive e lavora ad Ivrea, figlia d’arte, impara diverse tecniche artistiche dal padre pittore Robert Carroll e
dalla madre scrittrice, Simona Mastrocinque, eredita l’amore per la letteratura. Durante i lunghi viaggi al seguito del
padre o sola coltiva l’amore per la fotografia. Rientrata in Italia, si iscrive alla facoltà̀ di Biologia a cui preferisce la
ricerca sul campo insieme ad ornitologi, speleologi e apicoltori. Come artista lavora dagli anni ’90 tra disegno, scultura
e installazione, utilizzando materiali diversi che vivono in una complessità̀ teatrale e sembrano invitare alla meraviglia,
risultando in una sintesi affascinante tra l’illusione dell’imitazione e la verità̀ dell’arte.

Miriam Colognesi (1968) www.miriamcolognesi.com
nata a Torino, vive e lavora tra Barcellona e la Valle d’Aosta. Dopo il diploma in Pittura presso l’Accademia Albertina
di Belle Arti di Torino, si trasferisce in Valle d’Aosta, dove si dedica alla fotografia iniziando la sua ricerca
sull’autoscatto. Di questo primo periodo sono le mostre personali e collettive sul tema del paesaggio e dell’autoritratto in
gallerie d’arte e musei nazionali ed internazionali. Grazie al progetto Autoritratti al Museo l’interesse si sposta sul
ritratto e la percezione dell’osservatore nell’epoca dei social-network.

Claudio Cravero (1953) www.claudiocravero.com
vive e lavora a Torino. Inizia a fotografare negli anni ’70 abbinando l’attività teatrale fino agli anni ’90. I suoi progetti
vanno da visioni “wendersiane” della città all’archeologia urbana del contemporaneo, dalla documentazione dell’attività
degli artisti a immagini fantasmatiche destinate all’oblio.
Affascinato dal cinema, le sue immagini lo esplorano con mini-racconti fotografici per poi approdare a esperimenti di
sintesi con più figure in un solo negativo. L’utilizzo della luce naturale è una costante nei suoi lavori che rimandano ai
classici della pittura e del cinema come nei tableaux vivants in cui esorcizza la paura della morte o condanna il potere
che manipola l’informazione. Con l’inserimento dell’elemento umano dà voce agli in-visibili e pittura icone dell’arte
con acidi fotografici, denuda sguardi ed espressioni e racconta di “muri domestici” in stile nouvelle vague. Ha esposto
in Italia, Francia, Portogallo, Repubblica Ceca, Argentina e Stati Uniti. Da alcuni anni è fotografo volontario per
associazioni umanitarie in Uganda, India, Bangladesh e Burkina Faso.

Paolo Leonardo (1973) www.paololeonardo.com
vive e lavora a Torino, ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia Albertina di Belle Arti. E’ attivo dalla metà degli
anni Novanta. La sua opera pittorica rappresenta una sfida nei confronti del sistema mediale contemporaneo e una
ricerca improntata sull’interazione tra pittura e fotografia. Il suo lavoro è presente in diverse collezioni private e
pubbliche, in Italia e all’estero.

Ornella Rovera (1961) www.ornellarovera.it
vive e lavora a Torino, si diploma in Scultura all’Accademia Albertina di Torino nel 1987, nello stesso anno consegue
la qualifica di grafico pubblicitario presso la Scuola d’Arte Applicata e Design di Torino. Il dialogo fra i diversi
linguaggi artistici, in particolare tra la fotografia e la scultura, e la sperimentazione dei materiali come strumenti
evocativi, sono fra gli aspetti che caratterizzano la sua ricerca. Dal 1992 espone i suoi lavori in gallerie, sedi storiche
pubbliche e spazi autogestiti dedicati all’arte contemporanea, in Italia e all’estero. E’ docente di Tecniche della Scultura
all’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino, dopo aver insegnato la medesima disciplina all’Accademia di belle
Arti di Brera, Milano. Nell’ambito artistico-didattico è curatrice di progetti con enti e istituzioni pubbliche e private.

Roberta Toscano (1963)
vive e lavora a Torino. Dopo la laurea in Storia del teatro ha intrapreso gli studi di Grafica e si è laureata presso
l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino con Franco Fanelli integrando in questo modo la teoria degli studi
umanistici con l’applicazione pratica in laboratorio attraverso la sperimentazione artistica. Per Roberta Toscano
l’urgenza di raccontare un pezzetto di se stessa, o della realtà contemporanea, può tradursi in installazione, scultura,
video art, fotografia o grafica poiché per l’artista la cifra dell’attualità non prevede più una netta divisione tra un
linguaggio dell’arte e l’altro. Tuttavia, anche se le varie discipline si stanno sempre più contaminando, l’utilizzo della
fotografia resta per lei immediato e irrinunciabile nel primo processo di analisi dell’oggetto e nella restituzione
dell’aspetto poetico dell’esistenza.

per info : 011 5692009

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