-F-U-T-U-R-A 3018 Festival delle Arti sperimentali a Treviso

Redundantia

Performance di Medina Zabo e Francesca Nesteri

6-7 ottobre 2018

Porta Santi Quaranta, ore 19,30

 Nelle telecomunicazioni si ricorre alla ridondanza per aumentare le probabilità di una corretta ricezione del messaggio in presenza di disturbi e rumori. Ridondante in una frase è il superfluo, l’elemento in eccesso che confonde il senso del messaggio e disorienta il suo destinatario. Ridonda il mantra rispetto all’oggetto di fede.

Partendo dagli studi sul linguaggio delle api che valsero il Premio Nobel a Karl Von Frisch nel 1973, nello spazio-tempo di – F – U – T – U – R – A – 3018 Medina Zabo e Francesca Nesteri presentano Redundantia, una azione performativa che indaga lo stato di salute della comunicazione umana attivando analogie e divergenze tra linguaggio umano e linguaggio delle api nel rapporto con la comunità dei propri simili.

F-U-T-U-R-A 3018: la Terra è ridotta ad un cumulo di macerie inorganiche. La Società Umana è fuggita, insediandosi nel Nuovo Pianeta. Cosa ne è stato della Terra nell’Epoca Post-X? Qualcuno è sopravvissuto? Cosa è rimasto?

Telaio d’arnia lavorato da api e larve || ph. courtesy Serena Duchini Zullo

In questo scenario Porta Santi Quaranta è una Grotta sacra da cui la Prima Madre inizia ad un nuovo ciclo di vita sulla Terra. L’architettura urbana diventa così fulcro di un testo visivo di richiami geometrici tra vuoti e pieni, materia, costruzione organica e corpo umano: una installazione di telai d’arnia lavorati dalle api e dalla tarma della cera (Galleria Mellonella) traccia il segno di traiettoria con cui le api si muovono verso l’alveare rispetto alla posizione del sole, sulla quale la gestualità umana si farà danza e mediazione con il pubblico per una archeologia del presente. La materia bianca ora lascia sulle mani tracce invisibili di identità comune, ora se ne fa medium e reperto insieme, fino a diventare suono, sulla terra edificata, nel colore rosso della trasformazione alchemica. Verso una nuova possibile trama di presenza umana.

L’azione performativa nasce dall’osservazione della danza dell’addome delle api e dal presupposto che la comunicazione è un organismo esattamente come un alveare: è finalizzata alla costruzione di strutture funzionali alla sopravvivenza e ad un progetto sociale ed etico che supera la singola unità. Lo scambio avviene attraverso elementi sistemici interconnessi tra di loro, così come le singole celle di cera costituiscono un favo, sottoposto a equilibri di convivenza tra forze opposte (creare/destrutturare, api/larve parassite). Rispetto all’apparato sociale, la singola ape da sola non riesce ad orientarsi nel tragitto rispetto al sole e all’alveare bensì per sopravvivere necessita di comunicare con la comunità con una danza processuale. Ugualmente per l’Uomo, l’individualità e la perdita di condivisioni ritualizzate diventano un tragitto deviante rispetto alla Storia e al proprio “Sole” inteso come capacità di essere centrato nel proprio habitat. Le api rendono funzionale la ridondanza nel loro linguaggio: il messaggio certo è quello ripetuto in eccesso. Per contro la comunicazione umana implode eccessiva e ridondante in stimoli e contenuti autoreferenziali, come palline convulse in uno spazio senza limite.

Redundantia dettaglio || ph. courtesy Serena Duchini Zullo

“[..]il linguaggio dell’ape è convenzionale, ma non arbitrario, dato che la danza è una sorta di mappa in miniatura del percorso e conserva, di conseguenza, una somiglianza strutturale con la situazione reale. Si tratta di qualcosa molto simile a un ideogramma elementare. Il messaggio delle api consiste interamente nella danza (vi sono anche odori e suoni) senza che intervenga un apparato vocale, mentre non esiste linguaggio senza voce. E soprattutto non essendo vocale, bensì gestuale, la comunicazione tra le api avviene necessariamente in condizioni tali da permettere una percezione visiva, alla luce del giorno: non può avere luogo nell’oscurità

Karl Von Frisch, Il linguaggio delle api, Universale Scientifica Boringhieri, 1971

– F – U – T – U – R – A – SubSculture Arts Festival, edizione 2018, è il primo festival delle arti sperimentali di Treviso, progetto del bando SediciTrenta, patrocinato dal Comune di Treviso e da Progetto Giovani Treviso  in collaborazione con Treviso Sotterranea.
SubSculture Arts fa parte di Treviso Festival – La Rete dei Festival culturali della Città di Treviso.

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