Qualche settimana fa ho scambiato quattro chiacchiere con un giovane gallerista siciliano, Adalberto Catanzaro (galleriadalbertocatanzaro.com). In questa occasione mi ha parlato del suo progetto, delle sue aspettative e della sua programmazione.

Ma soprattutto mi ha raccontato di Bagheria, cittadina in provincia di Palermo, nota per le sue meravigliose ville settecentesche, e della passione per l’arte che la cittadina trasmette, motivo per cui, nonostante le possibili difficoltà che un piccolo centro comporta, Adalberto non si sposterebbe mai dalla sua amata Bagheria. Tutto gira attorno all’aria che si respira in quell’angolo di mondo fatto di cultura millenaria, di limoni e tanto sole. Lì sembra che il tempo si sia fermato e che abbia deciso di ignorare la velocità, che spesso subiamo, dei nostri anni.

Quando nasce la tua galleria?

La mia galleria nasce nel 2014. È stata una scelta molto combattuta e lungamente maturata. Da alcuni anni, frequentavo già diversi studi di artisti con cui oggi mi lega una profonda amicizia.

Stimolato dalla loro visione del mondo e affascinato dalla potenza dell’arte, ho deciso nel 2013 di organizzare una prima mostra a Palermo. Raccogliendo un bilancio positivo dell’evento ho deciso in quel momento di dedicarmi all’arte per tutta la mia vita.

Bagheria è una realtà ricca d’arte da secoli, ma come ci si comporta oggi rispetto ai circuiti “ufficiali” dell’arte contemporanea? A tal proposito, pensi che una galleria possa vivere anche in piccoli comuni lontani dalle mete contemporanee? Se sì, in che modo secondo la tua esperienza?

Assolutamente si, il territorio di Bagheria, è stato colonizzato anticamente dai Fenici, strategicamente perché potessero controllare dalle montagne di Solunto tutto il Mediterraneo.

La mia città è molto popolosa, circa 60 mila abitanti, e una consistente porzione ho scoperto che è sensibile all’arte.

Vivo e lavoro in una città dalla forte carica culturale, ricca di ville settecentesche e musei pubblici e privati. Sicuramente, tutto questo mi ha permesso di lavorare senza particolari pensieri; anzi, mi è stato d’aiuto visto che molti artisti conoscevano Bagheria e forse anche un po’ stanchi delle grandi realtà metropolitane. I miei progetti espositivi mi hanno permesso di selezionare un pubblico, siciliano e non, più attento alle avanguardie e molto curioso nei confronti di proposte più “rivoluzionarie”, concetto su cui punto sin dal primo giorno.

Che artisti tratti? Cioè su cosa orienti la tua programmazione?

Il mio lavoro di ricerca si concentra su quella generazione di artisti che hanno operato negli anni ʼ80. Sono inoltre affascinato dalla scultura, dall’utilizzo dei materiali poveri, edili e riciclo e dal concetto che quell’opera diffonde nella collettività.

Le mostre che ho pensato per il mio spazio quest’anno sono tutte caratterizzate da lavori site specific. La prima mostra sarà di Hidetoshi Nagasawa. Per Bagheria, ho suggerito all’artista di utilizzare i materiali del mio territorio per dialogare e suscitare un impatto forte con il pubblico. La seconda mostra sarà una collettiva, ideata e curata da Bruno Corà, dal titolo «Primiera»: un’esposizione di quattro artisti italiani che si confrontano con lo spazio e il tempo in maniera diversa; inoltre gli artisti coinvolti sono legati al nostro territorio per vari motivi. Concluderò il percorso di quest’anno con la personale di Alfredo Romano, artista siciliano. Il suo progetto nasce con la volontà di evidenziare e di confrontarsi con la storia antichissima di Bagheria che da subito lo ha affascinato.

Hidetoshi Nagasawa, Courtesy of Galleria Adalberto Catanzaro

Courtesy of Hidetoshi Nagasawa

Quali novità nell’ultimo periodo per la tua galleria?

Di recente, ho cambiato la mia sede espositiva, che oggi si trova in un palazzo al centro storico di Bagheria. Da quest’anno mi sono dedicato a un ciclo di mostre mirato a sottolineare il rapporto con la città e il territorio. A tal proposito, ho concluso la prima mostra dedicata a Vittorio Messina, curata da Bruno Corà, dal titolo apparentemente enigmatico: «ISNTIT». L’artista ha sentito l’esigenza di concentrarsi sul rapporto tra le ville settecentesche e l’urbanistica della città, come testimonia il video di una sua installazione presente in mostra.

Panoramica della mostra personale di Vittorio Messina

Panoramica della mostra personale di Luca Maria Patella – Courtesy of Galleria Adalberto Catanzaro – photo credit Giuseppe Fricano

Cosa pensi ti differenzi da altre gallerie del tuo territorio?

Penso che sia la parte più divertente del mio lavoro. Nonostante la mia giovane età lavoro con artisti over 60 piuttosto che con gli emergerti, con cui ho avuto difficoltà a relazionarmi. Per questa ragione la mia scelta lavorativa è stata proprio collaborare con i cosiddetti “Maestri Contemporanei”. Oggi, per fortuna, questa scelta è diventata la caratteristica che contraddistingue la mia galleria.

Article & interview by Virginia Glorioso

Immagine di copertina: veduta della mostra di Vittorio Messina – Courtesy of Adalberto Catanzaro Gallery