Henri Matisse nasce in Francia nel 1869 ed è considerato uno dei più noti artisti del XX secolo, esponente di spicco della corrente artistica dei Fauves. I Fauves non si riunirono mai in un gruppo organizzato per mezzo di un programma, ma diversi elementi accomunavano questi artisti in una medesima concezione dell’arte. I caratteri principali dei Fauves erano: il rifiuto del disegno classico e prospettico e il ripudio per l’uso del chiaroscuro, l’utilizzo di colori puri e brillanti, la volontà di prendere le distanze dall’impressionismo per dare forma a una dimensione soggettiva e fortemente emotiva del dipingere. A livello tematico la ricerca dei Fauves si concentrò su alcuni soggetti: il paesaggio, il ritratto, scene e figure della vita urbana. A vent’anni Matisse si trasferisce a Parigi dove si iscrive a corsi di decorazione e pittura, diventando allievo del pittore simbolista Gustave Moreau.

Lusso, calma e voluttà, 1904-05, olio su tela, 98x 118 cm, Parigi, Musee d’Orsay.

In seguito, strinse una bella amicizia con Paul Signac. Questo legame è testimoniato dal quadro divisionista Lusso, calma e voluttà (1904), una composizione che associa il tema delle bagnanti a quello mondano del pic-nic. Questa è la svolta decisiva per Matisse: il pointillisme gli serve come trampolino per passare all’uso dei colori giustapposti, inizialmente frammentati in piccoli punti o trattini, poi distesi per larghe zone. Con La tavola imbandita (Armonia in rosso) si arriva ad un alto livello di elaborazione stilistica. Matisse la concepì inizialmente come Armonia in verde, poi decise di ricoprire la tela di blu, vendendola come Armonia blu, ma prima di consegnarla al nuovo proprietario cambiò di nuovo idea, ripassandola di un rosso acceso e brillante. In questo caso si afferma il principio dell’autonomia dell’opera d’arte, la cui logica interna prevale su ogni esigenza di rispondenza al reale.

La tavola imbandita (Armonia in rosso), 1908, olio su tela, 180x 220 cm, San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage.

La quotidianità dell’azione della donna intenta a sistemare la frutta viene sottratta al dominio della realtà e trasfigurata attraverso la resa bidimensionale degli oggetti e la ripetizione di motivi arabescati. Dal punto di vista stilistico, la forma circolare e la ripetizione ritmica divennero due costanti dell’opera di Matisse. Questi due elementi appaiono nei dipinti La danza e La musica. Nel primo quadro vengono rappresentati cinque corpi rosso-arancio su un fondo verde e blu, che formano un cerchio di figure nude, impegnate in un girotondo vorticoso.

La musica, 1909-10, olio su tela, 260x 391 cm, San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

La velocità è resa sia dal disegno che dalle violente associazioni di colore. Nel secondo dipinto vengono rappresentati gli stessi elementi in una situazione di calma: cinque corpi rossi sono seduti su un prato verde a livelli diversi, come fossero note su un pentagramma. Più che al colore in sé, Matisse era più interessato ai rapporti tra i colori. Dalla fine degli anni trenta Matisse approfondì le potenzialità decorative nel rapporto tra linea e colore, influenzato dall’amore per l’arte orientale. In un dipinto intitolato Il sogno, molti elementi rimandano all’Oriente e alle sue diverse espressioni: la stesura di ampie campiture piatte rimanda all’Estremo Oriente, l’uso del nero come funzione di contrasto è legato a consuetudini giapponesi, infine la scelta di marcare il profilo del volto con un contorno deciso riprende i modi espressivi delle icone antiche.

La danza, 1909-10, olio su tela, 260x 391 cm, San Pietroburgo, Museo dell’Ermitage

Matisse non volle mai raggiungere l’astrazione; la figura gli mostrava fino a che punto di deformazione potesse portare ciò che descriveva e non sarebbe stato possibile se avesse del tutto abbandonato la rappresentazione figurativa. Henry Matisse morì nel 1954, a 84 anni.

Il sogno, 1939-40, olio su tela, 81x 65 cm, Collezione Privata

ARTICLE BY PIERLUCA AMATO