In occasione del mese della fotografia la Galleria Triphè presenterà il libro “CON LA LUCE NEGLI OCCHI” di Maurizio Gabbana, edito da Skira-Milano.

Le fotografie di Maurizio Gabbana sono dei racconti autoconclusivi, ma con una costante ben precisa: la luce.  Le sue fotografie hanno un’attenzione particolare nel catturare atmosfere ricche di luci ed ombre di una città in perenne movimento, il cui moto viene intrappolato, sospeso nelle sue inquadrature. Il racconto di una città che ogni giorno viene attraversata da molti, ma osservata da pochi. Gabbana scruta, coglie, sperimenta e scatta delle visioni attente ed accurate di una città che è sotto gli occhi di tutti.  La luce naturale diventa il riflettore di una teatralità che investe drammaticamente le grandi architetture, frutto dell’opera di uomini che oggi non hanno più la consapevolezza del loro essere.

“Fotografo le città perché voglio evidenziare il grande sforzo che ha fatto l’uomo. Credo che l’uomo di oggi non capisca più chi è, che sia in un certo senso diminuito […]. Ognuno di noi possiede una grande energia interna, una forza di cui l’uomo contemporaneo non si rende conto.”

In Gabbana si parla di “sguardo istintivo”, perché?

Il suo approccio “istintivo” risiede nella sua non preparazione, ossia, non avendo una formazione prettamente tecnica, ma avendo approcciato in maniera amatoriale e trasportando tutta la sua passione per questo ambito è rimasto privo di influenze. La smania di fotografare ovunque e comunque, vivendo sulla propria pelle la velocità della metropoli, gli ha permesso di scattare d’istinto. Un volto. Un palazzo. Una veduta. Ogni cosa che lo circonda se investita dalla giusta luce e dal suo sguardo diventa un ritaglio di un’inquadratura cinematografica. 

Maurizio Gabbana – ph. courtesy galleria Triphè

I retroscena dello scatto.

Con la luce negli occhi è il titolo del suo libro fotografico. Qual è stato il criterio di scelta di questa “raccolta”?

“Con la Luce negli Occhi” nasce da un ritrovarsi dopo tempo con la curatrice Catia Zucchetti che non sapeva di questa mia passione ed è stato subito un intendersi ad occhi chiusi in totale fiducia e dopo aver parlato per qualche ora la inondai di fotografie… Il criterio di scelta della raccolta fotografica è inteso nel testo introduttivo di Catia Zucchetti che scrive:” il fil rouge che collega un’immagine all’altra è la continua ricerca della Luce; tanti piccoli racconti confluiscono in un’unica lunga storia. Luoghi non luoghi, immagini che si assomigliano tanto da sembrare ripetute, identità esasperate sino a scomparire. Il suo essere profondamente religioso, la ricerca della solitudine, il suo approccio alla natura. La sua passione per l’arte e la fotografia, il suo amore per la vita, sono riscontrabili in ogni scatto al quale si scelga di avvicinarsi. Entriamo nel suo mondo attraverso un assaggio di una sua installazione, poi susseguirsi di luoghi e infine ne usciamo attraverso un’altra di esse che ci apre un percorso magico, onirico. Un cielo paradisiaco e un albero così potente da uscire dall’inquadratura, si sono scelti da soli, con un tale impeto da lasciarmi senza parole. È l’impeto di Maurizio, quello di quando parla, si muove, fotografa. È l’impeto con il quale arriva a chi lo guarda”.

Come si svolge il post-produzione delle sue foto? In particolar modo mi riferisco ad alcuni dei suoi scatti che hanno quello che io chiamo “effetto futuristico”.

Non eseguo post-produzione le fotografie escono dalla camera già pronte, uso fare solo dei piccoli ritocchi come facevo in camera oscura utilizzando delle maschere: fotografo con la tecnica del multi scatto  questo mi permettere di scattare più volte sullo stesso “fotogramma” e così di muovere gli elementi ma soprattutto la luce naturale presente in quel momento, in quello spazio aperto o chiuso che sia come facevano i grandi maestri pittorici ma non solo i futuristi che hanno esaltato la velocità la ripetitività la forza di esplorare….

Ho notato che sono presenti delle foto scattate tramite un semplice tubo di Pringles. Potrebbe spiegarci un po’ l’idea.

Maurizio Gabbana – ph. courtesy galleria Triphè

Ho sempre desiderato fermare un momento del quotidiano ma lo trovavo dispersivo nel formato fotografico: volevo mettere in evidenza, sottolineare evidenziare …Mi trovavo all’estero con mia moglie e nostro figlio Valerio e vedevo una quotidianità’ che sfuggiva agli sguardi superficiali, agli sguardi di epoca digitale dove tutto corre ed arrivai in fondo ad un tubo delle patatine Pringles: Ecco pensai il segui persona teatrale, l’occhio di bue!… tagliai il fondello: era perfetto! Avevo trovato il mio FOLLOW-ME evidenziare, non decontestualizzare, momenti del quotidiano (sono tanti) che non riusciamo più a vedere perché’ tutto è troppo veloce mentre si esegue un compito se ne pensa un altro non sia da più tempo al tempo. Stiamo forse perdendo l’aspetto poliedrico insito in ciascuno di noi? …

Article & Interview by Loriana Pitarra

Presentazione libro “Con la luce negli occhi” di Maurizio Gabbana edito da Skira edizioni, Giovedi 21 Marzo 2019 presso la Galleria Triphè.

www.triphe.it