Artista, giornalista, fotografo e pubbliche relazioni.

Visitando i suoi siti (www.alanzeni.com, www.giovedi25.com) siamo subito colpiti dalla sua poliedricità. Partiamo dall’inizio: dopo la sua laurea in Ingegneria delle Telecomunicazioni presso il Politecnico di Milano, apre una società di pubbliche relazioni, creazione e promozione eventi.

Dopo quattro anni, cerca nuove idee e viaggia in diversi stati, inserendosi in diverse culture. Potrebbe parlarci un po’ di questi primi anni post laurea e soprattutto dei suoi viaggi?

Quando una persona è confusa, come lo ero io, cosa deve fare? Non lo so a dire il vero, io ho cercato. Ho cercato fuori e cercando fuori credo di aver trovato dentro. Che poi dire confusione è proprio sbagliato. Diciamo che quando uno come me non ha avuto il coraggio prima di essere quello che si sente di essere, lo deve trovare dopo.

Io per trovarlo non ho trovato nulla di meglio che allontanarmi dalla mia quotidianità che mi faceva sentire al sicuro, sempre con qualcosa da fare, e che sapevo fare con concentrazione e mestiere.

In un lento ma inevitabile percorso di disintegrazione umorale un giorno del 2006 ho detto ai miei compagni di lavoro e di vita che partivo perché non ero sereno. Mi creda, loro se ne erano accorti molto prima di me.

Credo fossi insopportabile. E così partii. Nulla di eroico, un biglietto di andata per Barcellona e nessuna aspettativa. Solo uno zaino, una valigia gigante e un amico che mi ha accompagnato per il primo passo. Sarebbe stato con me tre giorni. Il terzo giorno è tornato in Italia lui e la mia valigia gigante.

Ho tenuto solo lo zaino e qualche paura nuova e vecchia. Quello è stato il primo viaggio, che durò circa cinquanta giorni e mi vide spostarmi da Barcellona a Valencia. Una sera poi, finito a Madrid, capii che avevo raggiunto un equilibrio, ma ancora non sapevo cosa volessi. Però sapevo cosa non volevo più.

Dovevo sistemare le cose a casa. Quindi tornai, dissi ai miei soci che non volevo continuare la mia avventura come prima. Tra un po’ di difficoltà e spiegazioni rimbalzavo andando e tornando da Valencia.

Poi capatine veloci a Londra, NYC, Parigi, un altro mese in Australia. Tra un viaggio nuovo e l’altro qualche tappa a Valencia. È durata tre anni questa altalena senza una direzione.

Finché un amico mi ha consigliato il teatro, che a suo modo è ancora una volta un viaggio, ed è stato illuminante ma chiaramente non la direzione definitiva.

Nel 2007 inizia il suo percorso artistico tra pittura e fotografia. Essendo lei un esperto di comunicazione, la pittura e la fotografia sono una piacevole conseguenza della sua professione. Solitamente siamo abituati a parlare di artisti che provengono da una formazione accademica o comunque da esperienze scolastiche. Qual è stato il suo approccio iniziale con l’arte?

Perché decide di iniziare questo percorso, una necessità lavorativa o un bisogno di espressione? Ha un artista da cui prende ispirazione?

Più che un esperto di comunicazione direi che ho un bisogno estremo di comunicare.

Questo è quello che mi ha spinto verso tutto quello che ho fatto, la necessità di “dare” per qualcuno che può o vuole cogliere. Spostare l’attenzione è di certo qualcosa che mi incuriosisce.

"Maurino l'uomo" Courtesy of Alan Zeni

“Maurino l’uomo” Courtesy of Alan Zeni

Però spostarla a modo mio, senza sensazionalismo o con provocazioni estreme. Le provocazioni non le ho mai capite molto, a riguardo mi sento po’ suscettibile. In breve, una notte del 2007 ho cominciato a disegnare e dipingere qualcosa.

Era una cosa che volevo fare da sempre, uno dei venti che muoveva quel mare in tempesta dentro di me nel 2006. Da subito è uscito qualcosa di colorato e spigoloso. Forse come me.

Non mi sono mai ispirato a nessuno, ed essendo deficitario di una formazione sono andato a istinto. Da subito però si riconoscono geometrie picassiane e più avanti qualcosa riconducibile alternativamente a Schiele o Basquait.

Dipende da cosa usassi, acrilici, oli o smalti, e da quali materiali, più o meno grandi. Sinceramente, paragoni enormi per me, che seguivo solo la mano e l’ego.

Visitando il suo profilo sono rimasta incuriosita da I Baci di ZA, una serie di illustrazioni che rappresentano la semplicità del romanticismo quotidiano. Osservando i suoi disegni, ho subito pensato a The Birthday di Marc Chagall, opera famosissima e di un romanticismo, a mio avviso, smisuratamente semplice e quotidiano di una coppia innamorata. Da dove nasce l’ispirazione per questa serie di lavori? Rappresenta un amore vissuto in prima persona, oppure è solo un’ispirazione romantica?

I baci di ZA sono un progetto, non progettato a dire il vero, infinitamente piccolo visto che nascono in un momento del mio lavoro che si esprime per lo più su pareti di grandi dimensioni con dei murales.

Il bacio eroico (omaggio a Stenberg) #sketch #stampa, serie 'i baci', formato #A5, 15,8 x 21 cm, #sketch. Courtesy of Alan Zeni

Il bacio eroico (omaggio a Stenberg) #sketch #stampa, serie ‘i baci’, formato #A5, 15,8 x 21 cm, #sketch. Courtesy of Alan Zeni

Io sono un innamorato perenne e profondamente romantico. Completamente rapito dai piccoli gesti involontari, anche un progetto fotografico è una ricerca di questi. Ma è un altro discorso.

I Baci nascono da soli con il buongiorno, che non è un vero e proprio bacio, ma lo è, tra due innamorati che la mattina si salutano. Da lì ogni tanto creavo un nuovo bacio senza particolare costanza.

Poi, a un mercatino dell’usato, ho trovato un libro edito Mondadori del 1945 dal titolo “L’arte di vivere”. Questo libro racchiude solo illustrazioni di Steinberg, un illustratore italo americano straordinario. Lui è entrato in me e mi ha dato uno slancio enorme. Da lì disegno con costanza un bacio ogni notte, o quasi. Ad oggi sono centosedici.

Chagall? Sicuramente lei si riferisce a “I Baci Mandati”, impalpabile modo di sentirsi presenti di due innamorati distanti. Sì, qualcosa c’è, ma anche lì involontario, grande onore ricordare la sua leggerezza.

"I baci mandati" #Illustrazione, #stampa, serie 'i baci', formato #A5, 15,8 x 21 cm, #sketch. Courtesy of Alan Zeni

“I baci mandati” #Illustrazione, #stampa, serie ‘i baci’, formato #A5, 15,8 x 21 cm, #sketch. Courtesy of Alan Zeni

I suoi Murals sono una serie di lavori realizzati su muri totalmente bianchi, che va a riempire e decorare con questi grandissimi disegni, rigorosamente in bianco e nero, caratterizzati da un decorativismo etnico super moderno, conferendo ai suoi lavori la sua personale impronta.

Realizzare dei murales non è una cosa semplice, anzi, prevede una fase di progettazione in cui si calcola lo spazio a disposizione e si sceglie la tecnica con cui realizzare il tutto.

Potrebbe parlaci un po’ della sua fase progettuale, dalla scelta del tema fino alla sua realizzazione? Tra quelli presenti sul suo sito ne ha uno a cui si sente particolarmente legato?

Proprio come la mia vita, anche se c’è tanto spazio vivo di improvvisazione, e quindi anche per “Murals”, mi spiace deluderla, ma niente progettazione: solo la sicurezza di cosa vorrei trasmettere.

In realtà gli ultimi che sto sviluppando hanno anche del colore. Purtroppo una delle cose penalizzanti nella mia vita artistica è l’incapacità di continuare su un solo modus operandi. Limitante almeno per il mercato dell’arte.

"Backpacker in Barcellona" Courtesy of Alan Zeni

“Backpacker in Barcellona” Courtesy of Alan Zeni

"Backpacker in Barcellona" Courtesy of Alan Zeni

“Backpacker in Barcellona” Courtesy of Alan Zeni

Anche se guardando i primi lavori e gli ultimi si vede sempre una vibrazione comune nel gesto, e questo mi piace, perché mi fa capire di non aver mai tradito il mio tratto più intimo.

Il Muro a cui sono più legato? Forse “Oceano”, dedicato a mio figlio nato da poco, e che avendo inserito proprio poche ore fa credo lei non abbia ancora visto.

"Oceano" Courtesy of Alan Zeni

“Oceano” Courtesy of Alan Zeni

Passiamo alla fotografia.

Nel 2014 realizza Soul, un progetto fotografico che «mette a nudo la nostra natura», e al quale lei dona un tocco personale, ritagliando, strappando e colorando questi bellissimi scatti. Ci racconti la nascita di questo progetto. Ha qualche fotografo a cui fa riferimento o che semplicemente ammira?

Nel 2010 ho pensato di racchiudere tutte le mie idee ed esperienze in una specie di Curriculum Vitae fatto a giornale. L’idea mi è talmente piaciuta che ho pensato di creare un giornale cartaceo e non, che racchiudesse i desideri e i progetti dei giovani di provincia come me, e li portasse in mano a curiosi, ma magari anche a qualche imprenditore interessato.

"Soul" D. (photo & paint) 2014 - Courtesy of Alan Zeni

“Soul” D. (photo & paint) 2014 – Courtesy of Alan Zeni

Nel 2011 sono riuscito ad aprire questo giornale tutto mio con tanta soddisfazione. Volevo creare io le foto per gli sponsor e così mi sono appassionato. Guidato da amici fotografi ho appreso le prime nozioni del mezzo. Il resto è sperimentazione.

Nessun fotografo a cui ispirarmi a dire il vero. È un mondo magnifico quello delle foto, e io non sono un  fotografo ma uno che usa la fotografia in maniera complementare alle visioni che ho. Per “Soul” è come dicevo prima, parlando dei Baci, la continua ricerca degli atteggiamenti e movenze che rendono ogni persona “saporita” agli occhi degli altri.

Gli strappi e le scritte sulle foto sono il completamento della visione di quella persona. Il mio pensiero vorrebbe che guardando la foto, anche senza la visione del volto, un amico potesse riconoscere il soggetto.

L’ultima domanda è sempre destinata al futuro. Lavori? Progetti? Mostre?

Attualmente sto partecipando alle selezioni per partecipare al bellissimo progetto HERE presso CAVALLERIZZA di Torino, dopo il bel risultato della prima edizione dello scorso anno.

Za Exposition (photo paint) Cavallerizza Torino 2016 - Courtesy of Alan Zeni

Za Exposition (photo paint) Cavallerizza Torino 2016 – Courtesy of Alan Zeni

Za Exposition (photo paint) Cavallerizza Torino 2016 - Courtesy of Alan Zeni

Za Exposition (photo paint) Cavallerizza Torino 2016 – Courtesy of Alan Zeni

Per il futuro molto prossimo ho un progetto con cui vorrei girare alcune piazze d’Italia con una installazione “a sorpresa”, nella quale il fruitore sarà obbligato a stuzzicare la propria curiosità.

Nel frattempo, con il marchio di moda italiano VAR/CITY, ho creato una piccola porzione della loro collezione autunno/inverno, in cui una mia foto e degli interventi fatti a mano su ogni capo creeranno pezzi unici.

Article & interview by Loriana Pitarra