Artisti

Intervista a Benedetto Ferraro

Un’unione tra mare e terra

www.terrenotrie.it

  1. Lei nasce a Maratea (Potenza) e si diploma presso l’Istituto d’arte di Cetraro, specializzandosi nella lavorazione della ceramica. Dopo aver terminato gli studi, quali scelte ha intrapreso per mettere a frutto gli anni di formazione? All’epoca che obiettivi aveva?

Il primo obiettivo decisivo dopo gli studi fu la ricerca di un luogo dove poter creare. Questo, ovviamente, per varie necessità, non fu immediato: dovetti aspettare con tanta sofferenza qualche anno qualche anno per una giusta soluzione. Principalmente sentivo la necessità di creare, avere uno spazio mio creativo dove raccontarmi attraverso la terra. Le intuizioni verso quest’arte erano – e lo sono a tutt’oggi – parte costante del mio quotidiano. Avevo bisogno di un luogo per evadere dalle vite di tutti i giorni, lontano dai compromessi. Un luogo dove poter rinascere.  

  1. Nel 2009 diventa titolare del laboratorio Terrenotrie (terrenotrie.it), iniziando così a concretizzare la sua arte da ceramista, partecipando anche a numerose manifestazioni e collettive d’arte. Potrebbe parlarci della nascita di Terrenotrie e magari dei suoi progetti correlati?

Con l’apertura di questo spazio creativo di conseguenza nasce Terrenotrie. Questa identifica due aspetti fondamentali: il primo riguarda direttamente la materia che utilizzo, precisamente argilla refrattaria, con cui plasmo le opere. Il secondo aspetto si ramifica nelle origini culturali del territorio calabrese. Gli Enotri erano la prima popolazione indigena che sin insediò in questa parte della Calabria, dando origine all’attuale Tortora, paese in cui abito. Questo legame unisce direttamente la mia personale arte alla storia del mio territorio. Esattamente da questi due punti ho iniziato poi a partecipare a svariati concorsi artistici, portando con me la mia arte, ma anche la storia della mia terra.

  1. Alla sua attività da ceramista alterna, anche se sarebbe meglio dire accosta, una ricerca fotografica. Tra le due attività ne ha una che predilige o con la quale si sente più libero di manifestare la sua ricerca artistica? Perché?

Sicuramente prediligo l’attività di ceramista, sia per la conoscenza tecnica sia per un fattore artistico. Utilizzo la fotografia come timbro finale, direi l’ultima firma. Mi piace pensare pensare di riportare le opere in natura o in luoghi con rilevanza storica. Sento emotivamente di collocare le opere immortalandole con uno scatto fotografico con il territorio circostante.

  1. Osservando i suoi lavori, ho avuto come la sensazione di un’esplorazione marina e terrena. Ogni sua opera appare perfettamente inserita nel contesto ambientale in cui la fotografa, quasi come se fosse naturalmente legata a quell’ambiente. Nel suo ideale artistico, come concepisce la natura e soprattutto cosa la ispira maggiormente? Il mare e la terra che ruolo hanno nei suoi lavori?

Penso che sia direttamente proporzionale al rispetto che ho verso la natura. La natura è fonte di vita, quindi come non trarne ispirazione? Mi piace incuriosire le perosne durante i miei eventi espositivi. Mi piace sentire le voci delle perosne che si chiedono “ma sembra…”. Sono convinto che la natura possa definirsi l’opera d’arte per eccellenza. Come non trarre linfa da essa?

  1. Tra tutte le sue opere ne ha una a cui si sente particolarmente legato? Perché?

 

Adam “l’uomo fatto di tarra”. È stato sicuramente un passagio fondamentale: evadere completamente da tutte le regole e allo stesso tempo diventare io stesso opera. Mi sono ricpoerto della materia che rappresenta, per me, la mia rivincita personale.

  1. Progetti futuri?

 

“Tanti spero”. Mai fermarsi.

 

 

Article e interview by Loriana Pitarra