Malevic è stato, con Kandinksij e Mondrian, l’artista che contribuì maggiormente all’affermazione dell’astrattismo nella sua forma più pura.

Mattina nel villaggio dopo una tempesta di neve, 1912, olio su tela, 34x 32 cm, New York, Guggenheim Museum

Kazimir Malevic nasce nel 1878 a Kiev e nel 1904 si trasferisce a Mosca per frequentare l’Accademia d’Arte. I primi dipinti di Malevic sono molto influenzati dai post-impressionisti e dai fauves. Nel 1911 dipinge Bagnante in cui rappresenta una figura umana in movimento e sullo sfondo un paesaggio naturale. La sagoma, dipinta con una linea di contorno spessa e nera, è priva di proporzionalità, nelle mani e nei piedi. Il colore molto carico ricorda il linguaggio dei fauves.

Bagnante, 1911, tempera su carta, 105x 69 cm, Amsterdam, Stedeljik Museum

L’anno seguente dipinge “Mattina nel villaggio dopo una tempesta di neve” e rappresenta alcune contadine in primo piano che camminano fra le case in un paesaggio innevato. Malevic in questo dipinto riconduce ogni forma alle strutture elementari di coni, cilindri e cubi, magistralmente assemblati; i colori vengono armonizzati dal bianco che ricopre la maggior parte della superficie pittorica. Composizione con Monna Lisa (1914) è un curioso assemblaggio di diversi elementi: forme geometriche disegnate e dipinte, collage di carta come la riproduzione del viso della Gioconda, parole dipinte (“eclissi” e “parziale”). L’accostamento tra i vari elementi non obbedisce a nessuna logica riconoscibile, la lettura delle associazioni simboliche risulta quindi enigmatica.

Composizione con Monna Lisa, 1914, olio e collage su tela, 62x 49 cm, S. Pietroburgo, Museo Statale Russo

Nel 1915 Malevic firma, con il poeta Majakovskij, il Manifesto del Suprematismo, nel quale si intendeva proporre una pittura astratta e spirituale con una schematizzazione di forme geometriche. L’opera del 1915 “Quadrato nero su fondo bianco” rappresenta l’icona del Suprematismo. Il senso del dipinto si spiega nella rinuncia dell’artista all’invenzione di un soggetto originale, dettato dalla fantasia, per esprimere un’idea pura e perfetta. Il titolo non contiene nessun riferimento evocativo, è una descrizione delle geometrie e dei colori leggibili nel quadro. Gli elementi della composizione pittorica tradizionale sono del tutto assenti: non c’è più un riferimento alla realtà e il colore è ridotto a due soli estremi cromatici: il bianco e il nero.

Quadrato bianco su fondo bianco, 1918, olio su tela, 80x 80 cm, New York, Museum of Modern Art

Nel 1918 Malevic inizia a produrre una serie di monocromi, che esporrà a Mosca l’anno successivo. “Quadrato bianco su fondo bianco” è il compimento della ricerca astratta dell’artista. Il protagonista è sempre il quadrato, bianco e appena percettibile, all’interno di una cornice altrettanto quadrata e bianca. Questo dipinto rappresenta dunque il punto di arrivo della ricerca artistica di Malevic.

Malevic, Kasimir (1878-1935): Quadrato nero, 1923 ca.. St. Petersburg, Russian State Museum*** Permission for usage must be provided in writing from Scala.

Dopo l’ascesa di Stalin al governo le sole opere ammesse furono propagandistiche e improntate verso un realismo socialista, così che l’astrattismo era combattuto sia dalla Germania nazista che dall’Unione Sovietica e Malevic perse tutti gli incarichi ottenuti dal governo fino al 1929. I quadri dell’ultimo periodo tornarono verso un realismo classicista, ma non si sa con certezza se fosse una scelta dell’artista o un ricatto politico. Risulta ancora più strano che Malevic iniziò a firmare queste opere con un piccolo quadrato nero su fondo bianco, ricordo della sua opera più significativa e radicale, la quale la volle apposta anche sulla sua tomba. Kazimir Malevic muore nel 1935 e nel 1958 furono acquistate dal Museo Stedelijk di Amsterdam 29 opere, che rappresentano la collezione più cospicua di Malevic fuori dalla Russia.

Article by Pierluca Amato

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