Koloman Moser nasce a Vienna nel 1868 e, dopo aver seguito lezioni di disegno per diversi anni, nel 1885 si iscrive all’Accademia d’Arte. Nel 1897 Moser aderisce, con Klimt, alla Secessione Viennese, un’associazione di pittori e architetti che si distaccarono dall’Accademia di Belle Arti per formare un gruppo autonomo: successivamente, la pubblicazione Ver Sacrum, la rivista del movimento secessionista.

Moser svolse la sua attività soprattutto nel campo delle arti decorative. Collaboratore di Olbrich e Wagner, fu tra i fondatori della Wiener Werkstätte, un’impresa di arti applicate, fondata a Vienna nel 1903, per dare impulso all’artigianato. Gli oggetti prodotti dalla Wiener Werkstätte portano non solo il marchio del designer, ma anche quello dell’artigiano che li ha realizzati. Ciò dimostra che il Wiener Werkstätte lavorava soprattutto sul principio di mettere l’arte e l’’artigianato su un piano di parità. Allo stesso tempo sono stati osservati standard qualitativi e materiali molto elevati.

Nel corso della sua vita, Moser ha progettato una vasta gamma di opere d’arte, libri e opere grafiche, vignette per una rivista di moda, vetrate, porcellane e ceramiche, vetro soffiato, stoviglie, argento, gioielli, mobili. Fra il 1906 e il 1907 produsse i mosaici e le vetrate per la chiesa di San Leopoldo a Vienna, ideata dal grande architetto Otto Wagner.

I suoi disegni di architettura, mobili, gioielli, grafica e arazzi hanno caratterizzato i lavori dell’epoca. I suoi mobili sono pratici e funzionali, rivelando una forma pulita, geometrica e solida, in cui le superfici sono sottolineate e decorate con intarsi, inserti metallici o dorature. Tutta la progettazione di Moser è fondata su linee pulite e su ripetuti richiami a motivi di arte e di architettura greco-romana classica in risposta al decadimento barocco della Vienna di inizio Novecento.

Dopo il 1907 si dedicò prevalentemente alla pittura e nel 1912 espone la sua prima personale alla Galleria Miethke di Vienna; degna di nota è la sua Venere nella grotta (ca. 1915). Negli anni a seguire si occupò di scenografia per il teatro, ma con esiti negativi e molte critiche. Nel 1913 fu spesso in contatto con il pittore svizzero Ferdinand Hodler ed espose a Budapest, Roma, Düsseldorf, Mannheim. L’anno seguente a Zurigo, dove portò esclusivamente la sua arte scenica. Morì il 18 ottobre 1918.

 

Article by Pierluca Amato