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L’Artista Massimiliano Ferragina in “MySelf”

TheSerendipity Roma presenta MYSELF (dalla pittura emozionale al selfie) la mostra personale dell’artista Massimiliano Ferragina. Dal 16 al 23 dicembre in via Appia Nuova 553 – Vernissage sabato 16 dicembre alle 18.30.

Non dipingo per me stesso. Sarei un pazzo!”. Con questa affermazione l’artista Massimiliano Ferragina ci introduce nel suo mondo fatto di colore e materia. La pittura emozionale intesa come linguaggio, mezzo di comunicazione privilegiato perché permette di veicolare elementi altresì impossibili. “Emozionale” significa per l’artista muoversi come un equilibrista tra emotivo e razionale. Ferragina sedurrà il suo pubblico in una bellissima serata all’insegna della pittura e della sua particolarità artistica, l’artista calabrese ha la capacità di racchiudere nelle sue opere, tanti sentimenti, con l’ausilio dei colori primari, che rappresentano il suo principale campo d’indagine.

La mostra sarà un alternarsi di stupore e riflessione, sottolineando quanto per Ferragina sia importante e centrale la persona umana e la conoscenza di sé stessi. Massimiliano Ferragina rispetta i canoni artistici di quello che diceva il pittore francese Cezanne: “dipingere non è copiare servilmente il dato oggettivo, è cogliere un’ armonia fra rapporti molteplici e trasporli in una propria gamma, sviluppandoli secondo una logica nuova e originale”. Anche un semplice getto di colore, la figura di un uomo di spalle dal capo chino, con Ferragina acquistano un magico significato, spaziando dal sapere teologico a quello psicologico. Ogni sua opera ha dei tratti che interrogano l’essere umano. L’artista, come ha rilasciato in una recente intervista all’inserto 7del Corriere della Sera (del 2/11/2017 rubrica Van Gogh), anche in questa serata saprà narrare la selezione di opere in mostra, lui stesso dichiara: “la mia è una pittura introspettiva, che indaga le vibrazioni emotive, utilizzando i colori del mio mondo interiore, rosso, giallo e il blu”. Per questo motivo la mostra s’intitola MYSELF, perché non può esserci distanza tra opera e artista. Una mostra non è solo un’esibizione del proprio lavoro ma è soprattutto un racconto, un ritratto dell’artista stesso, quasi un processo di identificazione dove l’opera diviene specchio e riflesso del volto non solo di chi l’ha creata ma di chiunque voglia specchiarsi. Me stesso/Te stesso in un gioco creativo. Continuo. Nella società del selfie, dove ritrarre sè stessi è pratica convulsiva/collettiva, l’artista non rimane indifferente. Legge la realtà con i suoi strumenti e ne conclude che: “l’arte ritrae, come in un selfie, il volto nascosto, quello vero, quello intimo che non viene spudoratamente ostentato ma poeticamente interpretato e comunicato”.

*testo di Andrea Agostino