Il termine Avanguardia, in ambito militare, indicava il reparto più avanzato durante le marce, ma nell’Ottocento passò ad indicare i movimenti politici, letterari o artistici. Infatti, l’artista si attribuisce il ruolo di chi procede davanti agli altri. Le Avanguardie sono legate allo sviluppo delle economie industriali occidentali, nascono nelle città più moderne a contatto con pubblico, merci e pubblicità. E’ da ricordare che l’artista figurativo ha di fronte, non solo la fotografia, ma anche il cinema (1895- Fratelli Lumière- 1° proiezione). L’Avanguardia stabilirà una frattura nei confronti dei gusti del pubblico, e si arriverà al 1916-1918 al Dadaismo. Il Dada affermerà il principio della negazione sistematica! Tutto ciò genererà una reazione e subito dopo la Prima Guerra Mondiale, ci sarà un ritorno alla forma figurativa. 

La storia delle Avanguardie non può ridursi alle correnti artistiche o ai principi teorici, ma deve essere la storia dei singoli artisti, anche di quelli che sembrano indipendenti dai movimenti. Kandinskij è il primo a parlare con rigore intellettuale; teorizza la necessità di oltrepassare tutti i risultati acquisiti nell’arte e in tutti gli altri campi della cultura, richiamando l’attenzione sulla necessità di esprimere l’interiorità! Ciò che conta è il contenuto spirituale–rivendicazione dell’artista.

L’Avanguardia nel suo rapporto con il pubblico e la società di massa, prende le distanze dalla prospettiva di una ricomposizione estetica infatti, se osserviamo: Kandinskij, Duchamp, Malevic, De Chirico e Picasso, ci accorgiamo che in modi molto diversi ciascuno cerca di isolare con l’opera una singolarità espressiva, un’esperienza estetica autentica, un frammento di assoluto.

L’opera d’arte: oggetto-merce\ oggetto di conoscenza.

Ci sono due aspetti per inquadrare l’attività artistica d’inizio Novecento:

  1.  Economico. Una delle finalità delle esposizioni era di mettere in rapporto l’artista con gli acquirenti, ma questo canale di comunicazione-vendita, si affiancò quello dei mercanti-gallerie.
  2. Intellettuale critico. Si forma una rete di rapporti tra artisti, letterati, intellettuali  e critici d’arte. Questa circolazione d’idee era funzionale alla valorizzazione delle opere e all’inserimento nel meccanismo mercantile della società moderna. Nei primi anni ’40 del secolo sono gli artisti a riflettere sull’arte e sul linguaggio, lasciando importanti scritti, come quelli di Kandinskij, Klee, Duchamp, Boccioni ecc.

 

Article by Loriana Pitarra

 

Bibl. di riferimento “L’arte del Novecento” 1900-1944. Mondadori.