Lo scorso 7 luglio è avvenuta l’inaugurazione de Le immagini reinventate, mostra a cura di Lucilla Meloni, allestita presso il CAP-Centro Arti Plastiche di Carrara. www.musei.carrara.ms.gov.it  Nella location, sita in via Canal del Rio, alle ore 19.00, è avvenuto il vernissage della mostra, mostra che durerà sino al prossimo 10 settembre. È così che da martedì a domenica, dalle ore 9.30 alle 12.30 e poi la sera, da giovedì a domenica, tra le 20.30 e le 23.30, è possibile visitare l’esposizione Le immagini reinventate che comprende le opere di quattordici artisti internazionali.

Cyprien Gaillard “Untitled” New York Marble Sculpture. Collezioni permanenti del Comune di Carrara. ph Federico Petrucci

A fornire la propria testimonianza sono, infatti, Stefano Arienti, Gianfranco Baruchello, Mike Bidlo, Gea Casolaro, Sam Durant, Cyprien Gaillard, Debora Hirsch, Thorsten Kirchhoff, Myriam Laplante, Mauricio Lupini, Aleksandra Mir, Vik Muniz, Luis Felipe Ortega e Daniel Guzman. Al centro dei lavori in mostra troviamo il tema della reinvenzione, molto in voga nel campo dell’arte in generale a partire dagli anni ’60 e ’70. Gli artisti legati alla mostra Le immagini reinventate, invece, sono operativi tra gli anni ’80 e i ’90 del Novecento, cavalcando una tendenza che investe i diversi ambiti artistici possibili, dalla cinematografia alla pittura.

Aleksandra Mir “Senzatramoto” 2010 pennarello su carta 200 x 200 cm – ph. courtesy of Monica Zanfini – Comunicazione Ufficio Stampa-Eventi (Firenze)

L’esposizione, organizzata e promossa dal Comune di Carrara, con il patrocinio della Regione Toscana e la collaborazione dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, rientra nell’ambito di Carrara Marble Weeks 2017.

Il fulcro della mostra è la rivisitazione delle opere del passato secondo un iter concettuale che lega la storia alla comunicazione. Non a caso, le opere esposte convivono in modo interessante, nonostante rivestano differenti ambiti di realizzazione: accanto a Verifica incerta, unica opera in mostra risalente agli anni ’60, abbiamo i film musico-iconografici di Thorsten Kirchhoff, le foto di Myriam Laplante Limbo e di Gea Casolaro. Quest’ultima, con Still here, decontestualizza il mondo del cinema in generale e lo riaggancia all’attualità.

Mike BidIo, Not Morandi 1948, 1985 – ph. courtesy Monica Zanfini – Comunicazione Ufficio Stampa-Eventi (Firenze)

Ancora, troviamo in esposizione le cartoline di Stefano Aurienti, classe 1961, le opere di Gianfranco Bruchello, allievo prediletto di Marcel Duchamp, Cyprien Gaillard, regista giovane quanto famoso per le sue ricerche preparatorie, Aleksandra Mir, nata in Polonia, ex cittadina siciliana, ora londinese, Debora Hirsch, pittrice italo-brasiliana, gli interventi pittorici di Mike Bidlo e Vik Muniz con i suoi lavori fotografici.

Un’attenzione particolare meritano le opere di Thorsten Kirchhoff, tra cui Massimi sistemi, risalente al 2008, e il remake di Luis Felipe Ortega e Daniel Guzman inscindibile dal passato dal quale arriva l’ispirazione dei suoi autori.

Mauricio Lupini “DIORAMA PENETRABLE Domus” 1954-1961 installazioni misure variabili ph Mauricio Lupini.

Foto, cartoline, riviste e dischi in vinile si legano nell’opera di Lupini, mentre Debora Hirsch si focalizza sul cambiamento avutosi dall’analogico al digitale con l’evanescenza che ne consegue.

Stefano Arienti “Cavallo” 1997 stampa elettrostatica su tela 139 x 80 cm courtesy Studio Sales di Norberto Ruggeri.

Non potevano, poi, mancare i riferimenti al marmo di Carrara forniti dai sei busti di Sam Durant, emblema dell’anarchia e dei suoi rappresentanti. Un tuffo nell’arte, dunque, ma anche nel passato e nel presente, ipotizzando un futuro non sempre così scontato, specie se puntiamo lo sguardo all’indietro, confrontando le pseudo certezze di ieri con quelle di oggi.

Article by Francesca Martire

Immagine di copertina: Debora Hirsch, Santo Expedito,2015-2016, olio su tela, 102 x 140 cm – ph. courtesy Monica Zanfini – Comunicazione Ufficio Stampa-Eventi (Firenze)