Per la prima volta in mostra a Roma, presso il Chiostro del Bramante, una raccolta di opere esclusive dell’artista inglese Joseph Mallord William Turner fino al 26 agosto 2018. Una collezione unica donata interamente all’Inghilterra e conservata presso la Tate Britain di Londra. Conosciute oggi come Turner Bequest’, molte delle opere esposte provengono dallo studio personale dell’artista e sono state realizzate nel corso degli anni. Le opere descrivono ricordi di viaggi, emozioni e frammenti di paesaggi visti durante i suoi soggiorni all’estero. Era infatti abitudine dell’artista lavorare sei mesi all’aria aperta durante la bella stagione e solo in inverno chiudersi nel suo studio per riportare su tela i ricordi di ciò che aveva visto dal vivo. Più di 90 opere d’arte, tra schizzi, studi, acquerelli, disegni e una selezione di olii mai giunti insieme in Italia, caratterizzano il percorso espositivo della grande mostra “TURNER. Opere della Tate” dedicata al celebre e rinomato maestro dell’acquerello che, con la sua pittura, ha influenzato più di una generazione di artisti, quali Claude Monet, Caspar David Friedrich, Vincent Van Gogh, Edgar Degas, Paul Klee, Wassily Kandinsky, Gustav Klimt, Mark Rothko.

Divisa in sei sezioni, la mostra invita il visitatore a scoprire cronologicamente l’evoluzione del linguaggio artistico del più grande pittore romantico.

Light and Colour (Goethe’s Theory) – the Morning after the Deluge – Moses Writing the Book of Genesis

William Turner nacque nel 1775 a Londra. Effettuò diversi viaggi durante la sua vita riportando su tela le emozioni vissute. In seguito, i suoi dipinti, si svincolarono sempre più dalla rappresentazione oggettiva, dalla veduta, per divenire pure variazioni di colore: le forme si dissolvono e i colori aumentano il loro valore emotivo. I temi trattati dall’artista inglese sono spesso drammatici e traggono ispirazione anche da tragiche vicende (L’incendio nella Camera dei Lords e dei Comuni il 16 ottobre 1834). Una delle caratteristiche più importanti di Turner è la sua analisi della luce, che si traduce in una vera e propria teoria. Nel dipinto “Luce e colore. Il mattino dopo il diluvio” (1843), ispirato al libro sui colori di Goethe, si nota la poetica della luce di Turner: le tonalità come rosso, giallo e verde sono positive in quanto suggeriscono gioia e calore. Così il pittore inglese si serve di queste tonalità per esprimere la gioia dopo il Diluvio Universale, esaltando il momento in cui la luce torna a splendere sulla Terra. Il dipinto “Ombra e oscurità. La sera del Diluvio Universale” che rappresenta il Diluvio che sta per abbattersi sulla Terra è realizzato con colori “negativi” come il blu e il porpora.

Pioggia, vapore e velocità. La grande ferrovia occidentale, 1844, olio su tela, 91x 122 cm, Londra, National Gallery

Nel 1844 Turner dipinge “Pioggia, vapore e velocità. La grande ferrovia occidentale”. Questo dipinto suscitò diverse critiche non solo per lo stile, ma soprattutto per il soggetto rappresentato: un treno in corsa su una ferrovia aperta pochi anni prima. Il soggetto non era né sacro né mitologico, rappresentava una locomotiva a vapore, un prodotto recente della tecnologia. Nella realizzazione del dipinto non prevale l’immagine del treno ma la ricerca sugli effetti di umidità e vapore; i contorni sono sfumati e ogni elemento del paesaggio perde la sua individualità.      Il vero soggetto dunque, come recita il titolo, è “pioggia, vapore e velocità” e l’analisi di queste nella luce. Colore, luce e atmosfera sono gli elementi in cui si concentrerà maggiormente Turner, prima che sulla forma degli oggetti.  Alla sua morte William Turner decise di donare le sue opere allo stato britannico, affinché venissero custodite tutte insieme in una galleria a lui dedicata. Ciò non accadde e le opere di Turner verranno disperse in vari musei e collezioni private.

Article by Pierluca Amato