Artisti

Levitation nella ungherese Szntendre

A Szentendre, piccolo paesino vicino Budapest, è ancora in corso la manifestazione chiamata Levitàciò (Lievitazione), inaugurata lo scorso 8 Aprile 2017 a cura di Gábor Gulyás: una retrospettiva su tre dei più influenti artisti ungheresi della scena contemporanea, László Felugossy, Imre Bukta e János Szirtes.

Imre Bukta – László Felugossy – János Szirtes – ph. Virginia Glorioso

Bukta incentra da anni il suo lavoro sul tema, caro alla tradizione ungherese, della vita rurale. Protagonisti dei suoi lavori sono i contadini e i loro volti scavati dal duro lavoro, oppure alberi, simboli per eccellenza della natura intesa come madre. Sia i contadini che gli alberi vengono mostrati da Bukta con tutte le loro fragilità, attraverso un tocco liricamente affettuoso di chi conosce in prima persona quella realtà contadina.

Imre Bukta – ph. Virginia Glorioso

Felugossy si discosta totalmente dal leitmotiv di Bukta. Lui, musicista, scrittore, poeta e artista, appare più irruento e provocatorio. Il suo lavoro, infatti, con irriverente ironia analizza e scardina alcuni dei più evidenti dogmi della nostra società: dalla critica al consumismo moderno alla cecità della chiesa cattolica, demolisce con un atteggiamento beffardo e a tratti puerile molti stereotipi.

János Szirtes – ph.. Virginia Glorioso

Szirtes, invece, sembra giocare in bilico tra i due mondi raccontati da Bukta e Felugossy. Maggiormente orientato verso un’arte più sperimentale, dagli anni ʼ70 Szirtes è autore di note performance. In queste, protagonista è il suo corpo, il suo viso e le sue innumerevoli smorfie. I video che realizza sottolineano l’attenzione dell’artista sull’uomo, e sul ruolo prominente che questo ha nel mondo, e sulla società in cui viviamo e conviviamo.

János Szirtes – ph. Virginia Glorioso

János Szirtes – ph. Virginia Glorioso

János Szirtes – ph.Virginia Glorioso

 

Bukta, Felugossy e Szirtes sono osservatori attenti e critici della nostra società. Conoscere il loro lavoro permette a chiunque di capirne un po’ di più sul genere umano – con le sue fragilità e contraddizioni. Una mostra questa dunque che andava vista, ma soprattutto tre artisti da continuare a seguire, perché sono certa che sono solo a metà della loro ricerca e molto altro avranno ancora da mostrarci.

Article by Virginia Glorioso