Martin Whatson (www.martinwhatson.com) studia Art and Graphic Design alla Westerdals School of Communication di Oslo, quando inizia a percorrere gli anfratti della street art. Appassionato di graffiti e arte urbana, predilige stencil e vernici spray come strumenti di azione. Il 2004, anno d’inizio della sua produzione artistica: un connubio di tradizione e innovazione rende riconoscibile la mano di Whatson.

Martin Whatson

Suoi ispiratori iniziali sono Dolk (www.dolk.no) e Bansky (www.bansky.co.uk), dalle cui contaminazioni scaturisce una prima forma artistica di connotazione politica. Successivamente, matura un’espressione più articolata, sensibile ai lati meno appariscenti della società: per questo ricerca la bellezza in tutto ciò che è comunemente abbandonato dalla gente, trovando ispirazioni in persone, paesaggi e vecchi edifici, ma spingendosi a guardare con interesse anche i grandi classici della storia dell’arte.

Martin Whatson

I suoi personaggi grigi sono ravvivati da giochi frenetici e dinamici di colore. Parte dagli stencil in bianco e nero, poi “sporcati” con i colori: disegno classico e street art. Un’auto vandalizzazione delle proprie opere, un segno di riconoscimento, un’influenza avuta dallo stile di Jose Parla (www.joseparla.com) e Cy Twombly (www.cytwombly.info), conosciuti per il loro stile particolare e personalizzato.

Martin Whatson

La particolare espressione artistica ha permesso a Martin Whatson di affermarsi a livello mondiale con mostre personali e partecipazioni a collettive, in città come Tokyo, Parigi, Londra, New York, Los Angeles, e naturalmente la sua Oslo.

Martin Whatson

Article by Loriana Pitarra