Protagonista indiscusso della corrente impressionista, maestro dell’arte dell’Ottocento e della prima parte del Novecento: Claude Monet nasce proprio il 14 novembre, del 1840. Si interessa all’arte sin dalla giovane età, dedicandosi inizialmente alla pittura di paesaggio. Frequenta in gioventù gli ambienti artistici parigini, arricchendo il suo bagaglio culturale. Grande influenza avranno sul suo percorso di crescita artisti quali Manet, Constable, Turner, Delacroix.

Intorno al 1870 afferma in maniera sempre più fervida il suo impressionismo, che lo accompagnerà nella sua vita. Un impressionismo fatto di tocchi di colore vividi e corposi, a rappresentare le ombre, le luci e le forme della più variegata natura. Realizza ogni soggetto infinite volte per studiarne ogni adattamento di luce e colore, ogni posizione, ogni differente punto di vista, diversificando così ogni quadro dall’altro.

Negli ultimi anni della sua carriera artistica, e della sua stessa vita, realizza tra le sue opere più celebri, la serie di quadri (duecentocinquanta) de “le ninfee”, fiori acquatici che aveva egli stesso nel proprio giardino a Giverny, in Normandia.

In ogni sua opera risalta subito l’utilizzo consapevole del colore, esperienza multi sensoriale che coinvolge e sconvolge, “impressiona”. Sia nelle opere naturalistiche che nella presenza di figure umane non vi è mai un taglio netto, ma ovunque una morbidezza e un gioco di luci, per definire e levigare fiori, foglie, acqua, riflessi, raggi di luce e scorci di ombre.
L’arte di Monet non è frutto di una conoscenza meramente accademica ma di una personalità dalla forte sensibilità estetica: un connubio di tecnica e curiosità che regalerà a Monet il giusto posto nel Pantheon dell’arte.


Article by Serena Manna