Gallerie & Inaugurazioni

Musia: l’arte romana da vivere

È prevista per il primo dicembre l’apertura del Musia: uno spazio living & art di Roma, sito in via Chiavari 7.

Parliamo di un ambiente espositivo, ma non solo: gli esterni e gli interni concorreranno a fare del Musia una struttura complessa disposta su tre livelli. Complessità rintracciabile nella progettazione: sono previsti cortili e ampi spazi all’aperto che permetteranno la fruizione dell’arte in toto, fornendo al visitatore la possibilità di accedere ad essa in ogni contesto, ognuno dei quali suscita sensazioni diverse.

Il nuovo spazio allestito nella capitale italiana permetterà a curiosi, appassionati ed esperti di vivere l’arte in una maniera prettamente contemporanea. Non a caso il pay-off del Musia è costituito dalla dicitura living (&) arts, che dà già da sé l’idea di uno spazio artistico da vivere così come l’arte stessa. La dimensione spazio-temporale e l’arte nella sua più ampia accezione si uniscono in un nuovo concept, un differente modo di sentire l’ispirazione e la creatività.

La mostra prevista per l’inaugurazione del Musia è intitolata Dal Simbolismo all’Astrazione. Il primo Novecento a Roma nella Collezione Jacorossi ed è curata da Enrico Crispolti con la collaborazione di Giulia Tulino.

Tanto fermento vi è intorno all’evento del primo dicembre che prevede l’esposizione di circa 50 opere della prima metà del ʼ900, capaci di intrigare chiunque.

Ma da cosa nasce il Musia? Senza dubbio la parola chiave del nuovo spazio artistico contemporaneo è «fruizione»: non a caso gli spazi saranno aperti al pubblico. Già circa venti anni fa, Ovidio Jacorossi ipotizzò per la sua proprietà privata un’apertura che desse ai Romani e al pubblico internazionale la possibilità di ammirare le opere in esposizione, ma anche di discuterne e di viverle. Del resto, le collezioni di Cassiano dal Pozzo avevano trovato nella location il proprio habitat così come il loro stesso autore nonché medico, viaggiatore, collezionista e diplomatico. Proprio quest’ultimo, infatti, grande estimatore artistico, nato a Torino nel 1588 e morto a Roma nell’ottobre 1657, scelse gli spazi di via Chiavari come sua dimora.

L’Accademico della Crusca e dei Lincei, grande estimatore di opere d’arte, si trasferì a Roma a partire dal 1612 dove fu committente di svariate opere realizzate da artisti di chiara fama.

Modernità e storia antica insieme, il Musia si propone di offrire al visitatore un viaggio temporale dal passato al futuro mediante esposizioni e performance. Anche il palato sarà al centro dell’inaugurazione: del resto, la cucina è una forma d’arte che ci regala incredibili melting pot di gusto. Sarà l’executive chef Ben Hirst, laureato in storia dell’arte, a dare sfogo alla sua fantasia deliziando gli occhi e il palato dei presenti.

Chiunque volesse prendere parte all’inaugurazione dello spazio artistico potrà registrarsi al sito www.musia.it al fine di ottenere l’invito.

Di certo, si tratta di un’esperienza singolare così come di una location sui generis, un unicum nel panorama artistico italiano e non, che vale la pena visitare.

Article by Francesca Martire