Otto Wagner nasce in un piccolo sobborgo di Vienna nel 1841. Dopo gli studi alla Technische Hochschule di Vienna e alla Bauakademie di Berlino, completa la sua formazione presso l’Accademia di Vienna. Nel 1862 entra nell’atelier dell’architetto viennese Ludwig von Fӧrster e  in breve tempo riesce a ottenere numerosi incarichi. Così, nel robusto e sobrio stile classicista della prima fase del suo lavoro, realizza a Vienna numerosi edifici, diventando uno dei più rinomati professionisti della città.

Al 1896 risale il manifesto Moderne Architekture, in cui sostiene la necessità di  un nuovo approccio, e formula i principi di un’architettura generata dallo scopo funzionale ed espressa sottolineandone i principi costruttivi e i materiali che la costituiscono. Nel 1886 Wagner realizza una maestosa residenza estiva, poco fuori Vienna. L’edificio ha una pianta a forma di parallelepipedo affiancato da due logge laterali, circondato da un giardino, progettato dallo stesso architetto austriaco. Una grande scalinata funge da accesso al portico che è sostenuto da quattro colonne.

Villa Wagner (1886)

Nel 1894 Wagner è nominato consigliere artistico della Commissione per il traffico di Vienna, ruolo che copre anche la realizzazione della ferrovia urbana cittadina, così che tra il 1895 e il 1900 vengono costruite quattro linee ferroviarie per un totale di 45 km e con più di 30 stazioni. Tra le stazioni costruite meritano particolare attenzione   le stazioni gemelle di Karlsplatz, nelle quali l’architetto non utilizza il blocco murario ma lascia a vista lo scheletro costruttivo in ferro, abbinandolo a un marmo bianco con decorazioni floreali e coperto da una volta a botte. Questa novità architettonica non è tuttavia apprezzata dai viennesi che conferiscono ironicamente a queste due stazioni il nome di le Gabbiette.

Stazione metro Karlsplatz (1895-1900)

Nel 1899 Wagner aderisce alla Secessione viennese, ovvero al movimento antiaccademico sorto in contrapposizione ai tradizionalisti del Künstlerhaus, esperienza che modifica molto la sua visione artistica e contamina le sue architetture negli anni a cavallo tra i due secoli. Nel 1904 Wagner progetta la Chiesa di S. Leopoldo. L’edificio sorge all’interno di un ospedale psichiatrico e si trova su una collina, visibile da diversi punti della città, arricchito dalla realizzazione di una cupola in rame. La facciata è ricoperta da lastre di marmo di Carrara. Due statue di S. Leopoldo e S. Severino sono state poste in cima alle due torri ai lati dell’ingresso principale. L’arredo interno è arricchito dalla presenza di un fastoso baldacchino dorato di stile bizantino. La chiesa è stata restaurata due volte: nel 1961-1964 e tra il 2000-2006.

Chiesa di S. Leopoldo (1904)

Perfetta sintesi fra arte e tecnica è La Cassa di Risparmio Postale, edificio di forma trapezoidale, costruito nel centro antico della città. La funzionalità della pianta dell’edificio è ottenuta da un’integrazione di parti distinte ben riconoscibili: il baricentro dell’intero edificio, coperto e illuminato da una struttura voltata, le due ali degli uffici, separate dal nucleo centrale e la parte posteriore aggiunta nel 1912 e destinata a ospitare i nuovi uffici. La sperimentazione tecnica di Otto Wagner trova applicazione nel rivestimento della facciata con un sistema di lastre “prefabbricate” attaccate alla muratura tramite spinotti bullonati decorativi, lasciati a vista.

La Cassa di Risparmio Postale (1904-1912)

Con il suo insegnamento, i suoi scritti e i suoi progetti Wagner ha esercitato una forte influenza su gran parte dell’avanguardia architettonica europea.

Article by Pierluca Amato