Per volontà della storica dell’arte Francesca Referza, Quartz Studio è un luogo dal forte intento sperimentale. La gallerista e il suo staff ricercano artisti che abbiano voglia di mettersi in gioco, di ridiscutere le dinamiche artista/gallerista/vendita in favore di un dialogo tra pari. L’artista, infatti, è invitato a viversi lo spazio, a lavorarci e lavorarlo creando progetti inediti e site specific. Nulla appare scontato e reiterato nel tempo. Ogni installazione ha l’obiettivo di rivelare qualcosa di nuovo, di non detto.

Missika – courtesy of Quartz Studio Torino

A mio avviso questo è il più importante e innovativo punto di forza di Quartz Studio. Con molta probabilità, soprattutto chi ama la sperimentalità dell’arte amerà questo spazio (e la chiacchierata che segue) e si chiederà come mai non ci siano progetti espositivi come questo in ogni angolo del nostro Paese.

Quando nasce la tua  galleria e qual è l’origine del nome del tuo spazio?

Quartz Studio nasce nell’autunno del 2014. La scelta del nome del progetto ha più di una motivazione: la parola quartz contiene la parola art senza enfatizzarla; il quarzo è un minerale che insieme ad altre mirabilia faceva parte delle primissime collezioni di oggetti rari tra Cinquecento e Seicento; infine il suono duro della parola ricorda un po’ il mio cognome, Referza, che volevo evitare di utilizzare per discrezione.

In una città come Torino, ricca di proposte culturali, cosa offre il tuo spazio di innovativo? Cosa insomma pensi ti differenzi da altre gallerie del tuo territorio?

Rispetto a Torino, Quartz si colloca in una dimensione originale perché non è né una galleria né uno spazio non profit tradizionalmente inteso. Quartz non vende né attinge a finanziamenti di sorta. Al più compra. Potrei definirlo un collector run space, perché nasce con le intenzioni di sostenere gli artisti che amiamo con la possibilità di collezionarli, comprando eventualmente un lavoro della mostra prodotta per lo spazio.

Che artisti scegli per il tuo spazio? Come ti muovi nel variegato mondo dell’arte contemporanea?

Gli artisti che scegliamo di conseguenza sono artisti che rientrano nel nostro gusto di collezionisti, solitamente già abbastanza affermati e con una predilezione per quelli nati negli anni Settanta, ma non ci sono preclusioni di sorta. Se dovessi indicare i media privilegiati, pensando alle mostre organizzate fino ad ora, direi scultura e installazione site specific.

Hai degli obiettivi precisi in merito alla programmazione, alla crescita del tuo spazio?

L’obiettivo più importante di Quartz è quello di stabilire un rapporto diretto con l’artista al quale consentire di fare qualcosa che non è riuscito a fare prima altrove. Un piccolo spazio di decompressione rispetto alle vincolanti dinamiche del mercato dell’arte. La soddisfazione dell’artista a fine mostra è anche quella di Quartz.

Monk e Nannucci – courtesy of Quartz Studio Torino

 

Dopo tre anni di attività, otto artisti coinvolti e nove mostre prodotte, nel 2018 Quartz Studio godrà inoltre del prezioso sostegno della Fondazione Sardi per l’Arte di Pinuccia Sardi Cagnucci. L’incontro con la presidente della Fondazione e con il vicepresidente Angelo Bottero, avvenuto grazie alla curatrice e storica dell’arte Lisa Parola, produrrà come risultato una condivisione degli obiettivi di produzione e sostegno agli artisti.

In questo momento ospiti una mostra? O ne hai in programma a breve? Di che si tratta?

Abbiamo in corso un progetto installativo di Athena Vida nome di battesimo Gitte Schäfer (Stoccarda, Germania, 1972). L’artista ha deciso di porre al centro dello spazio – una stanza con vetrina su strada – una divinità androgina, collocandola sopra un altare scandito da diversi piani che corrispondono a diversi livelli di elevazione dello spirito.

©bg QZ Athena Vida – courtesy of Quartz Studio Torino

La dea si trova al centro di uno spazio rettangolare delimitato da quattro tubi in rame rosso, sorta di colonne di un tempio. A terra, ai piedi della dea, numerosi doni, minerali e vegetali, caratterizzati dai ricorrenti colori rosso (con varianti rosa e viola) e nero e dalla compresenza di forme che alludono alla sessualità femminile e maschile, offerti alla divinità.

©bg QZ Athena Vida – courtesy of Quartz Studio Torino

Come scrive l’artista nel comunicato della mostra, Deiknumena è una delle quattro parti in cui si dividono i Misteri eleusini, i riti e le iniziazioni religiose segrete dell’antica Grecia. I misteri celebrano il ritorno di Persefone, figlia di Demetra, nel mondo dei vivi. Il mito racconta che Persefone fu rapita da Ade e portata nell’aldilà.

La madre, disperata, trascurò i suoi doveri e così la terra si gelò. Quando Zeus permise a Persefone di tornare da Demetra, la terra rifiorì e tornò a prosperare. Il ritorno di Persefone rappresenta la rinascita delle piante in primavera e, in senso più ampio, della vita sulla Terra.

www.quartzstudio.net

Article & interview by Virginia Glorioso