La galleria T293 di Roma presenta la mostra di Strauss Bourque-La France dal titolo Obiects:USA. I lavori rendono omaggio al design americano,alla grafica ed alle astrazioni geometriche. Ogni prodotto artistico è formata da una struttura variabile in legno di tiglio, composte in un ordine che rievocano dei volti.

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In origine, il titolo di questa esposizione doveva essere the girls, nome che fa riferimento alle forme di ogni opera e ai nomi delle artiste da cui i lavori prendono l’appellativo. Nomi americani ormai fuori moda come: Betty, Joan, Helen, Agnes richiamano la relazione possessiva della nostra cultura nei confronti delle donne e delle cose. I nomi delle girls rendono anche omaggio a quelle donne la cui carriera artistica è stata riconosciuta solo alla fine della loro vita. In tutto questo troviamo anche nomi di artisti uomini, Robert(Morris), Peter(Halley), che allargano ulteriormente la trama di referenze fino ad includere idee che riguardano oggetti minimalisti con i loro creatori e gli stereotipi che questi generano dal momento che anche i ragazzi come le ragazze sono oggetti.

Queste girls come anche i ragazzi, agiscono diventando contemporaneamente sia struttura che quadro, rilevando qualcosa di patetico nell’illusione di un immagine. I loro motivi a mò di scarabocchio li rinchiudono nel mondo delle cose artefatte, mentre le loro semplici composizioni richiamano Piet Mondrian e il suo De Stijl.Stijl ovvero il neoplasticismo.Un altro modo in cui questi oggetti si manifestano è nella loro “reverenza” verso identità individuali: i titoli ricordano campi o colonie, questo sdoppiarsi riconosce l ‘importanza del nominare e rinominare le cose di un paese o di un posto.

copyright article by Luigi de Capoa

Strauss Bourque-LaFrance

31 ottobre-5 dicembre 2015

Opening 31 ottobre,ore 19

via G.M.Crescimbeni 11,Roma

tel +39 0688980475

www.t293.it

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Rome’s Art Gallery T293 presents today the exhibition dedicated to american artist  Strauss Bourque-La France entitled “Objects”: USA. His works pay homage to American design, graphics and geometric abstractions. Each product is made up from variable lime-wood structures, composed in a order that recall faces.

Originally, the title of this exhibition was going to be called “the girls” name that refers to the shape of each work and the names of the artists from whose work take the title. American names become outmoded as Betty, Joan, Helen, Agnes and recall the possessive relationship of our culture for women and things. The names of the girls make homage to those women whose artistic career was recognized only at the end of their lives.

In all of this we also find names of men artists, Robert (Morris), Peter (Halley), that further widen the plot of references to include ideas who relate to minimalist objects with their creations and stereotypes, furthermore this creates a form of art where even boys like girls are objects.

These girls as well as the boys, act becoming both a framework structure, noting this way is something pathetic in the illusion of an image. Their motives is a kind of squiggle who enclose them in the world of fabricated things, while their simple compositions recall Piet Mondrian and his De Stijl.Stijl or neoplasticism.

Another way in which these objects are manifested is in their “reverence” towards individual identities: the titles resemble fields or colonies, this undouble recognizes the importance of naming and renaming things of a country or a place.