«Questa mostra consegna all’arte la responsabilità di raccontare i cambiamenti, i conflitti, le tensioni che hanno origine da guerre, esodi e catastrofi naturali»: alcune delle parole usate da Clarice Pecori Giraldi, Vicepresidente della Triennale di Milano, per descrivere La Terra Inquieta.

"La Terra Inquieta" Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

“La Terra Inquieta” Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

Prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi, ideata e curata da Massimiliano Gioni, la mostra è stata inaugurata il 28 aprile e sarà fruibile alla Triennale di Milano (www.triennale.org) fino al 20 agosto. Il pubblico al cospetto dei lati più nefasti e drammatici del nostro presente.

"La Terra Inquieta" Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

“La Terra Inquieta” Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

Sessantacinque artisti, alcuni dei quali essi stessi migranti e rifugiati, provenienti dalle più svariati parti del mondo, – tra cui Albania, Algeria, Bangladesh, Egitto, Iraq, Libano, Marocco, Siria, Turchia – provano a raccontare la loro realtà in maniera differente dalle notizie di cronaca, che troppo spesso tendono a evitare le immagini più crude e dolorose, o comunque guardandole in modo superficiale e sensazionalistico, spesso riducendo l’umanità del singolo a mero numero.

"La Terra Inquieta" Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

“La Terra Inquieta” Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

Realizzata secondo un percorso che incontra tematiche varie, dal conflitto in Siria allo stato di emergenza a Lampedusa, utilizza molteplici metodi di espressione: installazioni, video, fotografie e materiali storici.

"La Terra Inquieta" Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

“La Terra Inquieta” Exhibition view at La Triennale di Milano 2017. Photo © Gianluca Di Ioia

Questa mostra evidenzia la grandissima importanza e responsabilità che ha l’arte, che non è solo quella di render gaudio o creare bellezza, ma anche quella di denunciare, di dar voce a chi non ne ha. Far aprire gli occhi in questo mondo in cui si tende troppo spesso a girarsi altrove. Forse perché è più semplice fingere che la nostra e la loro realtà non siano legate.
La Terra Inquieta è, in estrema sintesi, una presa di coscienza: regala consapevolezza.

Article by Serena Manna

Foto immagine di copertina di Marco De Scalzi