Fai l’arte e mettila da parte. È stata proprio questa la prima frase che mi è saltata in mente leggendo la sua biografia, poiché ho notato come Lei abbia acquisito una moltitudine di esperienze didattiche formative, a partire dal Suo diploma in grafica, web design e comunicazione, fino ad arrivare alla frequentazione del DAMS, percorso cinema.

La realizzazione dei Suoi numerosi progetti, insieme ad altri artisti, L’ha inevitabilmente portata a usufruire dei benefici derivanti dalle collaborazioni artistiche, senza distoglierLa dalla propria poetica artistica. Uno dei Suoi elementi distintivi sono le ali, attraverso cui ha dato vita anche al  progetto RAW.

Cosa rappresentano per Lei le ali?

Nell’ideale collettivo le ali sono il simbolo della libertà. Anche Lei ha una visione “libertina” di questo simbolo, oppure hanno, assumono un significato spirituale?

Nella mia visione artistica le ali rappresentano il simbolo del “non volo”, dell’impotenza dinanzi al proprio percorso esistenziale. Sono come un fardello che ci portiamo dietro e non utilizziamo mai. Questo accade in quanto l’architettura sociale, da quando esiste la civiltà, comunque tende a reprimere ogni singolo atto di volo.

So che questa visione potrebbe sembrare pessimistica, in realtà dico sempre che è semplicemente realistica. Per quanto riguarda il RAW, nasce come un gioco che poi ha avuto un certo successo ed è stato ripetuto molte volte sempre con la collaborazione di amici artisti, tant’è che oggi non lo sento più mio; è come un progetto collettivo.

Un altro elemento ricorrente nelle Sue opere è sicuramente la luce. In una Sua intervista ho letto che tra gli episodi che hanno maggiormente influenzato il Suo lavoro c’è anche La decollazione di San Giovanni Battista, opera di Caravaggio. La funzione della luce nelle Sue opere, come ad esempio Scilla e Cariddi o Necessariamente bipolare, che ruolo assume?

Ma soprattutto come spiegherebbe queste Sue due opere a dei possibili fruitori inesperti?

Per quanto riguarda Caravaggio e il suo operato non posso proferire parole sufficienti in funzione della sua grandezza. Nella mia arte, la luce è come una compagna di viaggio sin dagli esordi e non è mai la stessa. Nel tempo assume connotazioni differenti.

A me piace plasmarla, modificarla e assoggettarla al mio volere artistico.

Per quanto riguarda gli esempi che hai citato, in “Scilla e Cariddi” la luce è usata come fosse colore, in quanto va a colorare, appunto, i due globi concedendo un’identità diversa (giallo, blu, luce calda, luce fredda). Invece in “Necessariamente bipolare” la luce simula l’esplosione dei due globi, andando a rappresentare lo stato puro dell’energia.

Scilla e Cariddi - Courtesy of the artist

“Scilla e Cariddi” – Scultura luminosa. Rame, acciaio, plastica, luce fluorescente 2017 Courtesy of the artist

Rimanendo sempre in tema di ali e luce, vorrei approfondire la Sua scultura luminosa dal titolo Una volta volavo #1. A mio personalissimo parere quest’opera potrebbe assumere un significato diverso per ognuno di noi, portando il visitatore a una fruizione totalmente introspettiva.

Lei ha concepito o collegato quest’opera a un evento/situazione necessariamente negativa?

"Una volta volavo #1" Scultura luminosa Plexiglass, feltro, legno, luce led 2017

“Una volta volavo #1” Scultura luminosa Plexiglass, feltro, legno, luce led 2017 – Courtesy of the artist

No. Come dicevo prima, lo stato del “non volo” appartiene a tutti e come hai ben detto, ognuno ritrova un significato proprio considerando che essa fa leve sui rimpianti.

Ovvio, tutti abbiamo dei rimpianti, anche io. Mi piace dire che quest’opera è figlia delle mie cosiddette tre opere del tempo: “Una volta volavo”, “Anche per oggi non si vola” e “Non volerò più”. Tre installazioni minimali che hanno successivamente dato vita a sculture e altre tipologie di opere, alcune delle quali ancora inedite.

 Visitando il Suo sito sono rimasta piacevolmente incuriosita dalla sua installazione interattiva PROTEIC O…. Potrebbe raccontarci brevemente la nascita dell’idea e la messa in opera dell’installazione?

Il pubblico come ha reagito?

L’opera nasce in occasione di una residenza alla FARM CULTURAL PARK. Considerando il grande successo ottenuto, ho presentato questo progetto anche in occasione della rassegna “Essenziale. Certe volte sogno. Altri Mondi” a Roma, e ho intenzione di continuare.

Salvatore Camilleri - Courtesy of the artist

Salvatore Cammilleri – Courtesy of the artist

Le persone sono sempre entusiaste di interagire con l’opera perché in questo caso la forte ironia diventa un elemento di coinvolgimento anche se, in realtà, il concept di base è molto più serio.

Infatti utilizzo il simbolismo antico delle uova per evidenziare lo stato caduco dell’umanità.

PROTEIC O... un particolare - Courtesy of the artist

PROTEIC O… Video installazione interattiva 2015 – Courtesy of the artist

Il 26 maggio 2017 il pubblico potrà trovarla alla mostra LEVELS ART EXHIBITION, evento che si terrà presso il Faenas bistrot&café. La mostra e l’evento saranno a cura di Ignorarte (www.ignorarte.com) di cui lei è Direttore artistico. Abbiamo l’opportunità di chiederLe una doppia opinione. Dal punto di vista organizzativo e ideativo come avete organizzato l’evento e la relativa mostra che rimarrà nei successivi quindici giorni?

Essendo presente anche tra gli artisti, cosa dovrà aspettarsi il Suo pubblico?

Il progetto nasce dalla visione del luogo. Spesso è il luogo stesso a “suggerirmi” delle soluzioni: basta saperlo “ascoltare”. In questo caso l’architettura del luogo è divisa in piani e quindi l’evento sarà “LEVELS”. Personalmente esporrò un’opera derivante dalla ricerca legata a “PROTEIC O…”. Se siete curiosi… sapete dove venirla a vedere.

Article & interview by Loriana Pitarra

Cover image: “Necessariamente bipolare” Scultura luminosa. Rame, stagno, luce ad incandescenza 2014 Fotografia di Maurizio Geraci